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Brucia il Canada, non si respira a New York: finale a rischio

Il fumo degli incendi canadesi minaccia la finale del Mondiale
Brucia il Canada, non si respira a New York: finale a rischio
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Brucia il Canada, non si respira a New York: finale a rischio
Il fumo degli incendi canadesi minaccia la finale del Mondiale
Fumo denso e grande caldo, nel nord degli USA non si respira.
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NEW YORK - La finale del Mondiale prevista domenica a East Rutherford, nel New Jersey, vicino a New York, potrebbe essere rinviata o spostata a causa del fumo degli incendi boschivi canadesi che ha avvolto il nord-est degli Stati Uniti. La situazione è seguita da vicino dal governo statunitense e dalla FIFA. «Stiamo monitorando attentamente», ha dichiarato Andrew Giuliani, responsabile della Coppa del Mondo alla Casa Bianca, aggiungendo che discuterà con Gianni Infantino su come procedere.

Il fumo ha già raggiunto diverse grandi città, tra cui New York, Chicago e Washington, dove è stato emesso un avviso per livelli molto elevati di polveri sottili. A East Rutherford la qualità dell’aria è stata classificata venerdì come "malsana", in miglioramento rispetto al "molto malsana" del giorno precedente. Alcuni meteorologi ritengono tuttavia che le condizioni potrebbero migliorare entro domenica, quando il calcio d’inizio è previsto alle ore 15 locale.

Secondo il meteorologo del servizio statunitense NWS Peter Mullinax, a causa di venti nord-occidentali sopra i Grandi Laghi, il fumo potrebbe intensificarsi nel fine settimana. L’impatto è già evidente: «L’aria è estremamente densa, si fa fatica a vedere lo skyline», ha raccontato una visitatrice a Washington.

I dati sull’inquinamento sono preoccupanti. Secondo IQAir, giovedì sera Chicago e Detroit risultavano le città con l’aria più inquinata al mondo, seguite da New York. In alcune località l’indice di qualità dell’aria ha raggiunto livelli estremi. A Chicago una partita della MLS con circa 40'000 spettatori è stata rinviata.

All’origine della situazione vi sono i vasti incendi nella provincia canadese dell’Ontario, dove oltre 200 roghi risultano ancora fuori controllo. Finora sono bruciati quasi 2.8 milioni di ettari. L’emergenza coincide con un’ondata di caldo che ha interessato gran parte del Nord America, aggravando la diffusione del fumo e i rischi per la salute.

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