«Avessimo avuto un altro milione di biglietti lo avremmo venduto»

Alla fine la Coppa la consegnerà Trump
Il presidente americano sarà al centro della cerimonia di premiazione e consegnerà il trofeo ai nuovi campioni del mondo. La sua presenza e il rapporto con Infantino intanto continuano a far discutere.
Alla fine la Coppa la consegnerà Trump
Il presidente americano sarà al centro della cerimonia di premiazione e consegnerà il trofeo ai nuovi campioni del mondo. La sua presenza e il rapporto con Infantino intanto continuano a far discutere.
NEW YORK - Donald Trump si prenderà una parte della scena nella finale del Mondiale. Domenica, al termine della sfida tra Spagna e Argentina, sarà infatti il presidente degli Stati Uniti a consegnare la Coppa del Mondo ai nuovi campioni, che si tratti della Spagna di Rodri o dell'Argentina di Lionel Messi. L'annuncio è arrivato dal presidente della FIFA Gianni Infantino ed è stato successivamente confermato anche dalla Casa Bianca.
Non sarà una semplice apparizione protocollare. Trump sarà protagonista della cerimonia di premiazione e avrà il compito di consegnare il trofeo alla squadra vincitrice, un ruolo che conferma lo stretto rapporto instaurato negli ultimi anni con Infantino.
Proprio il legame tra il presidente statunitense e il numero uno della FIFA continua però ad alimentare discussioni. In passato Infantino ha più volte omaggiato Trump con riconoscimenti simbolici e repliche della Coppa del mondo, mentre nello Studio Ovale sarebbe esposto anche il trofeo del Mondiale per club, destinato - secondo diverse indiscrezioni - a rimanervi in maniera permanente.
Per Trump non sarà comunque una prima volta. Già in occasione della finale del Mondiale per Club aveva consegnato il trofeo al capitano del Chelsea, sorprendendo poi tutti rimanendo sul palco durante i festeggiamenti della squadra inglese. Una scena che potrebbe ripetersi anche domenica al MetLife Stadium.
A rendere ancora più "americana" la finale sarà anche lo spettacolo che precederà il calcio d'inizio. La FIFA ha infatti scelto di inserire l'inno nazionale degli Stati Uniti, interpretato da Jennifer Hudson, una tradizione consolidata nello sport statunitense ma decisamente insolita per un Mondiale di calcio. La presenza di Trump sugli spalti e durante la premiazione rischia inoltre di dividere il pubblico: negli ultimi grandi eventi sportivi, la sua immagine sugli schermi ha spesso provocato una netta contrapposizione tra applausi e fischi.
«Il Mondiale di calcio è stato il più grande evento sportivo nella storia - ha raccontato proprio l'inquilino della Casa Bianca - Alla finale tra Argentina e Spagna ci saranno tutti: se avessimo avuto un altro milione di biglietti lo avremmo venduto».
Trump ha anche affermato che il prossimi Mondiale si terrà solo negli Stati Uniti «senza Messico e Canada». Ha poi scherzato sul fatto che si potrebbero tenere «negli Usa e Cina, così ci sarebbe solo un breve volo da prendere».
«Questo Mondiale hanno superato ogni aspettativa - ha invece sottolineato Gianni Infantino - Il sogno americano è stato realizzato».







