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Un lenzuolo, dieci dollari e un nascondiglio rischioso: così lo striscione è entrato nello stadio

Un tifoso argentino racconta come è nato e come è riuscito a superare i controlli il controverso telo sulle Malvinas mostrato da Lo Celso al termine della semifinale.
Un lenzuolo, dieci dollari e un nascondiglio rischioso: così lo striscione è entrato nello stadio
Getty Images via AFP
Un lenzuolo, dieci dollari e un nascondiglio rischioso: così lo striscione è entrato nello stadio
Un tifoso argentino racconta come è nato e come è riuscito a superare i controlli il controverso telo sulle Malvinas mostrato da Lo Celso al termine della semifinale.
Mondiali19.07.2026
Spagna
21:00
Argentina
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ATLANTA - Uno striscione improvvisato, ricavato da un semplice lenzuolo, è diventato il simbolo - e il caso politico - della semifinale mondiale tra Argentina e Inghilterra. A portarlo sotto i riflettori è stato Giovani Lo Celso che, al termine della partita, ha srotolato il telo con la scritta «Las Malvinas son argentinas», rilanciando davanti alle telecamere di tutto il mondo una rivendicazione destinata a scatenare polemiche.

Dietro quello striscione si nasconde però una storia tanto semplice quanto sorprendente. L'idea è nata poche ore prima del calcio d'inizio, in una stanza d'albergo di Atlanta. A raccontarlo a Infobae è un tifoso argentino di 33 anni, originario di Villa Luro, a Buenos Aires. Insieme ad alcuni amici ha acquistato vernice e pennelli in un negozio di bricolage, spendendo meno di dieci dollari. Rientrati in hotel, hanno tagliato un lenzuolo bianco e vi hanno dipinto il messaggio, convinti di dare voce a un sentimento condiviso da molti connazionali.

L'ostacolo principale era però riuscire a entrare allo stadio. La FIFA vieta l'ingresso di striscioni con riferimenti al conflitto delle Falkland e, dopo gli annunci delle autorità argentine, i controlli erano stati ulteriormente rafforzati. I tifosi hanno così escogitato una soluzione tanto elementare quanto rischiosa: piegare il lenzuolo e nasconderlo sotto i vestiti per superare i controlli all'ingresso del Mercedes-Benz Stadium.

Una volta all'interno dell'impianto, il gruppo ha atteso il momento giusto. Nei minuti finali si è avvicinato al terreno di gioco e, quando un addetto alla sicurezza ha cercato di allontanarli, lo striscione è stato lanciato in campo. Lo Celso lo ha raccolto senza sapere cosa vi fosse scritto e, insieme a Cristian Romero e Lisandro Martínez, lo ha mostrato alle telecamere, trasformandolo in pochi istanti in un caso internazionale.

Le conseguenze non si sono fatte attendere. Il governo britannico ha chiesto alla FIFA di aprire un'indagine per la presunta violazione delle norme che vietano manifestazioni di carattere politico negli stadi. Nel frattempo, lo striscione è stato recuperato da un membro della delegazione argentina e si trova nell'hotel della nazionale. Non è escluso che accompagni la squadra anche in finale, prima di essere restituito ai suoi ideatori o conservato come uno dei cimeli più controversi di questo Mondiale.

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