«Dobbiamo affrontare un'altra estate in queste condizioni?»

Traffico senza fine attraverso il Gottardo, e le strade cantonali della Leventina diventano ingestibili a causa di chi cerca di sfuggire ai tappi sulla A2. Lo sfogo degli abitanti: «La Cupra non basta, e ora?».
AIROLO - Quando l'A2 diventa da bollino rosso a causa di esodi o controesodi dei vacanzieri, questi - spesso seguendo le indicazioni del navigatore - scelgono la strada alternativa: ovvero abbandonano l'autostrada per riversarsi sulle strade cantonali dell'Alto Ticino.
Un afflusso che risulta sproporzionato per le dimensioni delle arterie stradali e che genera code là dove, solitamente, non vi sarebbero e impatta in maniera importante sulla vita di chi ha deciso di abitare e vivere questa regione nel quotidiano.
Anche questo lunedì non fa eccezione, con code fra Quinto e Airolo che portano a nuovi tappi sulla cantonale via San Gottardo, e non capita sporadicamente in isolati momenti “caldi” ma in maniera continuata lungo tutto l'arco della giornata. Una triste costante di questo luglio di fuoco.
«È inconcepibile rimanere fermo in colonna 13 minuti al semaforo del Ponte Sordo», ci racconta un lettore leventinese che si è trovato imbottigliato in una coda chilometrica in un orario tutt'altro che sospetto: le 13. «Purtroppo è la triste normalità che affrontiamo ogni giorno durante gli spostamenti o per recarci sul posto di lavoro», si sfoga con tio.ch.
Un malumore, suo, condiviso da molti e che rimbalza di chat in chat sui social e sui servizi di messaggistica. Girano video di code interminabili, auto con targhe estere incolonnate, sorpassi azzardati di moto e anche di autovetture che, colti dall'impazienza, fanno il possibile per accorciare il tempo di percorrenza: «Sono immagini che aumentano il senso di frustrazione che proviamo chi, come noi, rispetta le regole e resta - comunque - in coda. Non è tanto la targa o la provenienza del conducente, ma è una questione di rispetto».
Quello del traffico parassitario non è un problema nuovo per la Leventina che si trova a pagare con la sua vivibilità il salato conto di un tunnel che diventa, anno dopo anno, sempre più trafficato: «Sono stati investiti milioni di franchi nella corsia preferenziale Cupra con l'obiettivo dichiarato di migliorare la viabilità e alleggerire il traffico. Purtroppo, è sotto gli occhi di tutti noi che viviamo questa realtà quotidianamente, i benefici non si vedono», argomenta il nostro interlocutore che incalza: «La domanda è semplice: dovremo affrontare un'altra estate in queste condizioni? È davvero questa la soluzione che ci era stata promessa?».
Lo sfogo si conclude con un appello alle autorità competenti affinché «analizzino la situazione e intervengano con misure concrete e la dovuta attenzione».
Questo perché «dopo tutti questi investimenti, e le speranze riposte, la beffa oggi risulta doppiamente amara».



