Listeria nella raclette, uno svizzero è morto...ma Berna è rimasta in silenzio

Tre persone si sono infettate con lo stesso ceppo di listeria proveniente da formaggio raclette. E nella Confederazione crescono i focolai.
BERNA - Tre persone sono state infettate dalla listeria dopo aver consumato la raclette prodotta da un'azienda svizzera. Una di loro è morta in ospedale, nonostante il prodotto rispettasse il valore limite legale per la presenza del batterio. Il caso, riportato dal Tages-Anzeiger, risale a circa un anno fa.
Oltre alla persona inizialmente ricoverata, le altre due risultate infette erano dipendenti del caseificio. Una di queste, già affetta da patologie pregresse, è deceduta.
Da Berna, però, non è arrivata alcuna comunicazione: non è stato emesso alcun avviso pubblico né un richiamo del prodotto. E anche ora che il caso è emerso non sono stati resi noti né il cantone né il nome dell’azienda coinvolta. Com'è possibile?
Valori rispettati, eppure...
«Il criterio di sicurezza alimentare secondo l’Ordinanza sull’igiene è stato rispettato», ha spiegato al quotidiano zurighese Sarah Camenisch, portavoce dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV).
Il limite legale si riferisce al numero di listerie presente negli alimenti, espresso in unità formanti colonie per grammo (UFC/g). Nel caso della raclette, il valore massimo consentito era fissato a 100 UFC/g durante l’intera durata di conservazione. Nei campioni analizzati erano tuttavia presenti meno di 10 UFC/g, ben al di sotto della soglia.
Il caso dimostra così che il rispetto dei limiti non garantisce una protezione totale dalla malattia o addirittura dal decesso.
Oltre alla quantità di batteri, è infatti determinante anche la cosiddetta "attività dell’acqua" dell’alimento, spiega al Tages-Anzeiger Roger Stephan, professore di sicurezza alimentare all’Università di Zurigo. In pratica, più questo valore è elevato, più facilmente i batteri possono moltiplicarsi. «Se l’attività dell’acqua è alta, anche una quantità ridotta di listerie può proliferare fino a raggiungere la dose minima infettiva».
Crescono i focolai
I batteri della Listeria monocytogenes causano la cosiddetta listeriosi. Possono essere trasmessi attraverso alimenti di origine animale, ma anche vegetale. Chi è in salute spesso non presenta sintomi o manifesta solo lievi disturbi simili a quelli influenzali.
Nelle donne in gravidanza, nei neonati, negli anziani e nelle persone con un sistema immunitario indebolito, la malattia può però avere un decorso grave e portare a setticemia o meningite.
E, durante la gravidanza, la malattia può danneggiare il feto.
In Svizzera si registrano fino a un centinaio di casi di listeriosi all’anno, alcuni dei quali fatali. L’UFSP segnala inoltre un aumento dei focolai: dai circa 40 annui tra il 2021 e il 2024 si è passati a 72 nel 2025.
Nuove regole
Alla luce di questa crescita, le autorità hanno deciso di inasprire i requisiti per gli alimenti pronti al consumo che favoriscono la proliferazione della listeria. Dal 1° luglio, per prodotti come i formaggi molli e formaggio raclette, i batteri potenzialmente patogeni non devono essere rilevabili per tutta la durata di conservazione.



