Contro «un nemico» che vuole «spingere la Svizzera tra le braccia dell'UE»

L'UDC prepara il referendum contro gli accordi con Bruxelles. Il presidente Marcel Dettling: «La votazione più importante dei prossimi anni»
BAAR - Nel corso dell'assemblea dei delegati in corso oggi a Baar (ZG), il presidente dell'UDC Marcel Dettling ha ribadito la propria determinazione a "combattere ogni accordo tra la Svizzera e l'UE" e affermato che il partito si sta preparando a lanciare diversi referendum.
Dettling, che sul podio nella Waldmannhalle era affiancato da due alabarde, ha chiesto ai delegati un impegno senza compromessi a favore della democrazia svizzera.
Il partito respinge con forza l'accordo previsto con l'Unione europea. Se non ci dovesse essere un referendum obbligatorio, l'UDC dovrà contrastare ogni accordo con l'UE singolarmente tramite referendum. A tal fine il partito sta già raccogliendo indirizzi per ottenere le firme necessarie. «L'accordo con l'UE è la votazione più importante dei prossimi anni», ha sottolineato Dettling.
Questi ha poi sostenuto il "sì" all'iniziativa sulla neutralità, che sarà sottoposta a votazione il 27 settembre, esortando a «non immischiarci negli affari degli altri paesi».
Facendo riferimento ai Confederati che, durante la battaglia di Morgarten, «dovettero difendere la propria libertà di fronte a un nemico apparentemente onnipotente», il presidente dell’UDC ha difeso i valori di "indipendenza" e "libertà".
Secondo lui il «nemico apparentemente onnipotente» sarebbe oggi «la maggioranza del Consiglio federale, gli altri partiti, i sindacati e le associazioni economiche e professionali», «poiché tutti vogliono spingere la Svizzera tra le braccia dell'UE».
Oltre alla politica europea, il discorso combattivo del presidente del partito si è concentrato sulla politica in materia di asilo e immigrazione. Ha chiesto di fermare l'immigrazione e ha promosso l'iniziativa "Fermare gli abusi nell'asilo! (Iniziativa per la protezione delle frontiere)".



