«Pochi giorni di pioggia non bastano», ecco cosa ci aspetta in autunno

Troppa poca acqua nel suolo e molto calore nei laghi: gli effetti della torrida estate 2026 potrebbero farsi sentire ancora per mesi.
Il meteorologo: «Sarà interessante quando arriverà la prima aria fredda».
Troppa poca acqua nel suolo e molto calore nei laghi: gli effetti della torrida estate 2026 potrebbero farsi sentire ancora per mesi.
Il meteorologo: «Sarà interessante quando arriverà la prima aria fredda».
ZURIGO - «Gli effetti di questa estate eccezionalmente calda e secca li sentiremo in parte fino a ben dentro l’autunno»: ne è sicuro il meteorologo Peter Wick.
Alcuni giorni di pioggia non bastano
Tanto che contrastare gli effetti della siccità non sarà cosa semplice. Secondo l'esperto, infatti, mentre lo strato superficiale del suolo può diventare relativamente più umido dopo alcuni giorni di pioggia, gli strati più profondi, le falde acquifere, le sorgenti e, in parte, anche i fiumi reagiscono molto più lentamente. Insomma, pochi giorni di pioggia a settembre non sarebbero sufficienti.
Affinché le falde acquifere e i livelli dei laghi possano riprendersi e la natura possa ricostituire le riserve per la prossima estate, spiega ancora Wick, sarebbero necessarie precipitazioni diffuse e superiori alla media per un periodo prolungato. «Sarebbe importante che l’autunno, l’inverno e, se necessario, anche la primavera risultassero piovosi, affinché la natura abbia riserve sufficienti per la prossima estate».
Le notti attorno ai laghi possono rimanere miti più a lungo
Ma non c'è solo la siccità. L’estate ha lasciato dietro di sé anche un'enorme quantità di calore. «Nei nostri grandi laghi come il Bodensee e il Lago Lemano, questo può, ad esempio, portare al fatto che, in caso di una prima marcata irruzione di aria fredda in autunno, le differenze di temperatura tra acqua e aria diventino molto grandi.»
Se in autunno dovesse arrivare per la prima volta aria sensibilmente più fredda da nord o nord-ovest, la situazione potrebbe diventare interessante. Il forte divario di temperatura tra acqua e aria aumenta l’instabilità dell’atmosfera e può favorire rovesci o temporali locali. Allo stesso tempo, le notti attorno ai laghi possono rimanere miti più a lungo.
«Potranno formarsi precipitazioni intense»
Questo effetto è ancora più marcato nel Mediterraneo. In molte regioni l’acqua è molto calda e, in alcuni casi, sono state registrate temperature da record. Se quindi in autunno l’aria fredda incontra il mare caldo, «con la giusta configurazione meteorologica, da ciò possono derivare precipitazioni intense», afferma Wick.
Situazioni meteorologiche di questo tipo sono, in linea di principio, tipiche dell’autunno, «ma un Mediterraneo eccezionalmente caldo può fornire loro energia aggiuntiva e soprattutto umidità».
Le foglie si colorano prima
Questo, però, non significa automaticamente più piogge intense per la Svizzera. «Decisivo è dove si formano le aree di bassa pressione, quale traiettoria seguono e come si presenta la corrente in quota.»
In presenza di correnti da sud, sud-ovest o sud-est, le alte temperature del Mediterraneo potrebbero però avere un ruolo anche per il versante sudalpino e, in parte, per le Alpi: «Non a caso in Ticino l’autunno è la stagione più piovosa».
Ma non è tutto. L’estate torrida potrebbe lasciare il segno anche in un altro modo: gli alberi stressati dalla siccità potrebbero vedere le loro foglie colorarsi o cadere prima del solito.






