Sempre online, mai in pausa

La gestione consapevole dei confini tra lavoro e tempo libero diventa essenziale nell'era della reperibilità digitale.
ZURIGO - Una notifica sullo smartphone, l'email sempre a portata di mano, un messaggio su WhatsApp e il relax delle ferie si sgretola in pochi secondi. Durante le vacanze estive "staccare la spina" non è così scontato come sembra, tanto che rischia di compromettere il vero recupero psicofisico.
Staccare completamente
Secondo diversi studi, il 73% dei lavoratori resta reperibile anche in vacanza, tra e-mail, chat aziendali e notifiche continue. La tecnologia e gli smartphone ci rendono infatti costantemente reperibili anche durante i giorni nei quali non bisognerebbe essere reperibili.
«Dal punto di vista psicologico è molto importante riuscire almeno una volta all’anno a staccare completamente per più di una settimana», spiega al Tages-Anzeiger lo psicologo del lavoro Johann Weichbrodt. «Abbiamo bisogno di queste pause; oggi, sia a livello collettivo sia individuale, abbiamo più libertà di gestirle in modo flessibile».
Siamo insostituibili?
La prima illusione da superare è quella della propria insostituibilità. «Tendiamo a sopravvalutare la nostra rilevanza», osserva Weichbrodt. «In realtà, anche nelle organizzazioni più complesse, il lavoro va avanti comunque, anche in assenza di figure chiave. Accettarlo non è una sconfitta, ma un passaggio fondamentale: permette di ridimensionare il ruolo del lavoro nella propria identità e di recuperare spazio personale».
Il problema, oggi, è reso più complesso dalla tecnologia. Strumenti come Slack o Teams, progettati per facilitare la comunicazione, finiscono spesso per alimentare una reperibilità permanente. Il risultato è una progressiva erosione dei confini tra vita privata e professionale. «Il rischio è che questi confini si dissolvano in modo dannoso», spiega l’esperto, «fino a perdere il controllo sul proprio tempo».
Il nodo sta nella gestione consapevole
Eppure la flessibilità non è solo un limite: può diventare anche un’opportunità. La possibilità di scegliere quando e dove lavorare consente, almeno in teoria, di ridefinire il significato stesso del lavoro. Il nodo sta nella gestione consapevole di questi margini, quella che in psicologia viene definita “boundary management”: la capacità di stabilire e mantenere confini chiari.
Un aspetto centrale riguarda anche le responsabilità organizzative. Se da un lato molti lavoratori contribuiscono da soli a mantenere alta la pressione, dall’altro i superiori hanno un ruolo decisivo. Anche segnali informali possono essere percepiti come richieste implicite di disponibilità continua. Per questo, la costruzione di una cultura aziendale basata sulla fiducia e su regole condivise è essenziale.



