Protesta davanti alla sede della FIFA: chieste le dimissioni di Infantino

Poche presenze tra i tifosi: le critiche restano accese su prezzi, trasparenza e casi controversi come quello di Balogun.
Poche presenze tra i tifosi: le critiche restano accese su prezzi, trasparenza e casi controversi come quello di Balogun.
ZURIGO - Un piccolo gruppo di tifosi ha manifestato lunedì sera, intorno alle 18, davanti alla sede della FIFA a Zurigo per protestare contro la gestione del calcio mondiale e chiedere le dimissioni del presidente Gianni Infantino.
La manifestazione, autorizzata dalla polizia comunale di Zurigo, si è svolta senza incidenti. A promuoverla è stato anche l'account Instagram «gianniretires», che aveva lanciato l'appello con lo slogan «Infantino fuori!» invitando i tifosi di tutto il mondo a unirsi alla protesta per dire «Basta!». L'adesione, tuttavia, è stata contenuta: davanti alla sede della FIFA erano presenti più giornalisti che manifestanti. Una pattuglia della polizia ha monitorato inizialmente l'iniziativa, allontanandosi poco dopo constatandone il carattere pacifico.
Dietro all'iniziativa c'è Bengt Kunkel, commentatore sportivo tedesco e figura nota della tifoseria della nazionale tedesca, dove da anni svolge anche il ruolo di «lancia cori». Già in occasione dei Mondiali aveva espresso pubblicamente critiche nei confronti della FIFA e del suo presidente. Intervistato dall'agenzia BRK News, ha spiegato di aver organizzato la manifestazione per denunciare quella che considera una progressiva distanza della FIFA dai valori del calcio e dagli interessi dei tifosi.
Tra le contestazioni mosse a Infantino figurano i prezzi dei biglietti ritenuti troppo elevati, i problemi di accesso riscontrati da alcuni sostenitori e da un importante arbitro africano, oltre a presunte interferenze politiche nelle decisioni sportive.
Particolarmente grave, secondo Kunkel, sarebbe stata la gestione del caso del calciatore statunitense Folarin Balogun. L'organizzatore sostiene che, dopo una telefonata con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Infantino avrebbe esercitato un'influenza diretta sulla revoca della squalifica inflitta al giocatore dopo un'espulsione. Se tali accuse fossero confermate, afferma Kunkel, si tratterebbe di una «linea rossa» mai superata prima nel calcio internazionale.
Il promotore della protesta ha inoltre criticato l'assegnazione del Premio FIFA per la Pace a Donald Trump, accusando Infantino di «calpestare i valori del calcio». Pur ammettendo di non aspettarsi effetti immediati, Kunkel ha spiegato di voler lanciare un segnale e incoraggiare i tifosi a far sentire la propria voce contro l'attuale direzione dell'organo di governo del calcio mondiale.
Infantino, che la sera precedente aveva assistito alla finale dei Mondiali a New York al fianco di Trump, non era presente a Zurigo. Al momento, la FIFA non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alle accuse avanzate dagli organizzatori della manifestazione.








