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Dopo l'addio di Starmer, ecco il nuovo inquilino di Downing Street

Andy Burnham riceve il mandato di guidare il Regno Unito dopo la cerimonia a Buckingham Palace.
Dopo l'addio di Starmer, ecco il nuovo inquilino di Downing Street
AFP
Fonte Ats Ans/Sda Dpa
Dopo l'addio di Starmer, ecco il nuovo inquilino di Downing Street
Andy Burnham riceve il mandato di guidare il Regno Unito dopo la cerimonia a Buckingham Palace.

LONDRA - Il cambio della guardia a Downing Street è ormai completato: Keir Starmer si è dimesso formalmente da premier britannico nelle mani di re Carlo III a Buckingham Palace. Subito dopo è stato convocato Andy Burnham, proclamato venerdì scorso leader del Partito laburista di maggioranza, per ricevere l'incarico di formare un nuovo governo.

La cerimonia, tradizionalmente nota come “bacio della mano” al sovrano, non prevede più da tempo questo gesto di omaggio. Per il 77enne re Carlo si tratta del quarto insediamento di un primo ministro in appena quattro anni di regno.

La speranza nel “re del Nord”
Burnham, soprannominato "re del Nord" per la sua popolarità a Manchester, rappresenta da settimane una nuova speranza per il Labour, con l'obiettivo di rilanciare il Paese e uscire dalla crisi. Sotto la guida di Starmer, il partito aveva ottenuto una convincente vittoria elettorale nell'estate 2024, senza però riuscire a sfruttare appieno l'ampia maggioranza parlamentare a causa di tensioni interne. Da mesi il partito populista di destra Reform UK guida i sondaggi, in alcuni casi con un netto vantaggio.

Burnham è stato nominato nuovo leader del Labour venerdì. Nel suo discorso di insediamento si è definito un uomo della base. È considerato un politico laburista di impostazione socialdemocratica, collocato a sinistra del centro.

Ha promesso di riportare maggiormente sotto controllo pubblico settori come acqua, energia, edilizia abitativa e trasporti, oltre a redistribuire il potere politico ed economico, oggi fortemente concentrato a Londra, verso le regioni. Resta invece escluso un ritorno completo del Regno Unito nell'Unione Europea.

Lo attendono grandi sfide
Il nuovo premier si trova ad affrontare molte delle criticità che il suo predecessore non era riuscito a risolvere. L'economia britannica resta debole, il peso internazionale del Paese è in calo e la popolazione continua a soffrire per le disuguaglianze sociali, aggravate da problemi concreti come la carenza di alloggi e gli elevati costi dell'energia. Già nella giornata odierna sono attese comunicazioni su misure volte ad ampliare i margini finanziari.

Burnham conosce a fondo le dinamiche di Westminster. Negli anni 2000, durante il governo di Gordon Brown, è stato tra l'altro ministro della Salute. Aveva già tentato senza successo di diventare leader del Labour nel 2010 e nel 2015. La nomina di venerdì è avvenuta senza candidati concorrenti.

«Chi è Andy Burnham?», si è chiesta di recente la BBC. Tra le definizioni emerse c'è anche quella di «spregiudicato manovratore». Vengono citati, ad esempio, non solo la caduta di Starmer - a cui lo stesso ex premier ha contribuito in modo significativo - ma anche le notizie secondo cui Burnham potrebbe autorizzare nuove trivellazioni di petrolio e gas nel Mare del Nord, in contrasto con la linea finora seguita dal Labour.

«Mio padre non sa che suo figlio diventa premier»
C'è una nota di malinconia nella famiglia di Andy Burnham, nel giorno della sua ascesa a primo ministro del Regno Unito dopo la proclamazione a leader del Partito laburista al posto di Keir Starmer.

A rimarcarla è lo stesso ex sindaco di Manchester in un un'intervista pubblicata oggi dal Times, rivelando che suo padre Roy, 86 anni, già tecnico dei telefoni e vecchio militante del Labour, è in una casa di cura nel nord dell'Inghilterra, colpito dal morbo di Alzheimer in stadio avanzato, e non è quindi consapevole dell'avvento del figlio a Downing Street.

Burnham, che ha perso sua madre (ex centralinista e anche lei attivista laburista per tutta la vita) alcuni anni fa, ha raccontato al giornale di aver visitato domenica l'anziano genitore con i suoi figli. «È triste che non sappia nulla, perché ne sarebbe fiero", ha sottolineato il premier entrante. "Io lo vedo come un risultato che è anche suo - ha aggiunto -, un risultato di tutta la famiglia anche se lui non lo sa».

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