Il futuro della navigazione si costruisce con i fatti, non con le dichiarazioni

Claudio Perocchi, Locarno
L'intervento dell'Associazione Amici della Navigazione richiama il valore del dialogo e del confronto. Principi che nessuno mette in discussione. Tuttavia, prima ancora del metodo, è necessario interrogarsi sui risultati concreti prodotti negli ultimi otto anni.
Se davvero il progetto di sviluppo della navigazione sul Verbano fosse stato così efficace, oggi il territorio dovrebbe poter mostrare una rete più efficiente, servizi migliori, maggiore qualità e nuovi investimenti. La realtà, purtroppo, racconta una storia diversa.
In questi anni cittadini, pendolari e operatori turistici hanno assistito a un progressivo ridimensionamento del servizio: corse soppresse o ridotte, collegamenti meno attrattivi, pontili lasciati in condizioni problematiche e chiusi dall' ufficio federale dei trasporti, disagi per l'utenza e un'offerta che ha perso competitività proprio mentre il turismo sul Lago Maggiore cresceva senza parlare del repentino aumento delle tariffe e servizi di bordo.
A questo si sono aggiunti continui problemi nei rapporti con le istituzioni, tensioni sindacali, polemiche ricorrenti e una gestione che troppo spesso ha generato conflitti invece di creare consenso. Difficile parlare di un percorso condiviso quando, per anni, il dibattito pubblico è stato caratterizzato da scontri istituzionali e criticità operative.
Si parla di investimenti e progettualità. Ma dove sono i risultati? Quali nuove infrastrutture o navi sono state realizzate? Quali servizi innovativi sono stati introdotti? Quali benefici concreti hanno ricevuto cittadini e turisti? Domande che meritano risposte precise.
La qualità del servizio non è cresciuta: in molti casi è diminuita. Lo dimostrano la riduzione dell'offerta, le criticità riscontrate sul territorio e il malcontento espresso da utenti, Comuni e operatori economici.
Per questo sorprende che oggi si invochi il dialogo come se finora tutto avesse funzionato. Il vero confronto dovrebbe partire da un'analisi onesta dei risultati raggiunti. Perché un progetto si valuta sui fatti, non sulle intenzioni.
Il Locarnese non ha bisogno di altri comunicati ricchi di principi ma poveri di risultati. È stanco di ascoltare promesse, visioni e dichiarazioni mentre il servizio continua a perdere qualità e attrattività.
Chi oggi chiede fiducia dovrebbe prima dimostrare ciò che è stato concretamente realizzato negli ultimi otto anni. Perché la fiducia non nasce dalle parole, ma dai risultati.
La navigazione appartiene davvero al territorio, ma proprio per questo il territorio ha il diritto di pretendere un servizio moderno, efficiente, affidabile e orientato all'interesse pubblico. Se dopo otto anni il bilancio è fatto di corse tagliate, gestione discutibile delle infrastrutture, conflitti, tredicesime tagliate, infrazioni sul lavoro, occasioni mancate e investimenti che i cittadini faticano a vedere, è legittimo chiedere un cambiamento. Ora tutti devono tirare fuori la voce, dalla politica, ai comuni interessati fino alle strutture turistiche, perché adesso si puó e si deve cambiare rotta.
Il tempo delle dichiarazioni è finito. È arrivato il momento dei fatti e del cambiamento!
Claudio Perocchi
Locarno



