A Bali insulta il Giorno Sacro sui social: un anno di carcere a un 26enne svizzero

La sentenza arriva dopo la pubblicazione di un video offensivo durante il Nyepi, festività induista dal profondo valore spirituale per Bali.
La sentenza arriva dopo la pubblicazione di un video offensivo durante il Nyepi, festività induista dal profondo valore spirituale per Bali.
DENPASAR / BERNA - Aveva ignorato il giorno del silenzio più sacro di Bali, era uscito dalla villa nonostante i divieti e si era poi filmato mentre commentava la situazione con insulti ed espressioni volgari. Per questo un turista svizzero di 26 anni è stato condannato a un anno di prigione. È stato ritenuto colpevole di aver violato il nuovo codice penale indonesiano per aver pubblicato messaggi sui social network riguardanti la Giornata del Silenzio.
Il giovane, arrestato lo scorso marzo, era finito al centro delle polemiche proprio dopo aver pubblicato su Instagram un video girato durante il Nyepi, il Capodanno induista balinese. Nelle immagini si riprendeva mentre raggiungeva la spiaggia deserta di Kuta, definendo la situazione «folle». Il filmato aveva rapidamente suscitato indignazione sull'isola.
Il Giorno in cui tutto si ferma
Il Nyepi è una delle festività più importanti per la comunità induista di Bali. Per 24 ore l'isola si ferma: si osservano il silenzio e il digiuno, mentre ogni attività viene sospesa. Non si può fare rumore, accendere fuochi o luci intense, ascoltare musica o circolare liberamente. I negozi restano chiusi e persino l'aeroporto internazionale di Denpasar sospende le proprie attività per l'intera giornata. Anche l'accesso a internet viene limitato.
Quest'anno il Nyepi è caduto il 19 marzo. E proprio quel giorno il 26enne ha deciso di uscire dalla struttura in cui alloggiava, violando le restrizioni. Non solo: si è poi vantato dell'accaduto su Instagram, accompagnando il video con insulti e commenti volgari.
«Le azioni dell'imputato hanno offeso il popolo balinese, ferito la sua fede e provocato indignazione pubblica», ha dichiarato il giudice presidente Tjokorda Putra Budi Pastima, citato dall'Associated Press. «L'imputato deve essere ritenuto responsabile delle sue azioni». Il tribunale distrettuale di Denpasar ha inoltre stabilito che il giovane aveva pubblicato i messaggi anche dopo essere stato informato delle restrizioni dal personale della villa in cui soggiornava.
«Non volevo insultare nessuno»
Sempre stando a quanto riportato da AP, durante il processo, iniziato a giugno, il 26enne ha sostenuto di non aver mai avuto l'intenzione di insultare la festività o il popolo balinese. Ha spiegato di aver pubblicato quei contenuti perché affamato e frustrato, dopo non essere riuscito a procurarsi del cibo durante la giornata di chiusura totale. Ha inoltre affermato di non aver compreso fino in fondo la portata delle restrizioni. «Mi pento profondamente di ciò che ho fatto e chiedo scusa al popolo balinese», ha dichiarato nella sua arringa difensiva.
In passato altri turisti, sia stranieri sia indonesiani, erano già stati fermati per essere usciti durante il Nyepi. Generalmente, però, i casi si erano risolti senza arrivare a un procedimento giudiziario.





