Stupri e abusi nel college dell’esercito

La denuncia delle ex reclute minorenni. Chiesta un’inchiesta indipendente
LONDRA - Si allunga l’ombra dell’ennesimo scandalo di molestie sessuali nelle forze armate del Regno Unito, con l’aggravante di vittime minorenni. Quattro giovani donne hanno raccontato alla Bbc di aver subito gravi abusi e violenze, inclusi stupri, quando frequentavano l’Army Foundation College di Harrogate, nel nord dell’Inghilterra, principale centro di formazione militare per under 19.
Una delle ex reclute, identificata come Tilly, ha riferito di essere stata violentata da diversi commilitoni. «Hanno iniziato a togliermi i vestiti e poi questo ha portato a fare cose a cui non avevo dato il mio consenso», ha dichiarato. «È andato avanti per ore. Mi sono sentita come un pezzo di carne». Un’altra giovane, Amy, secondo quanto raccontato dalla madre, sarebbe stata vittima di aggressioni e molestie quasi quotidiane durante l’addestramento.
Le vittime avevano 17 anni all’epoca dei fatti e dalle loro testimonianze emerge una cultura diffusa di misoginia e violenza sessuale all’interno dell’istituto. Un portavoce dell’esercito britannico ha definito le accuse «estremamente preoccupanti e gravi», sottolineando che comportamenti «inaccettabili e criminali» non hanno posto nelle forze armate.
Secondo una richiesta di accesso agli atti della Bbc, la polizia locale ha ricevuto 16 denunce di reati sessuali legate al college nell’ultimo anno. Dati del ministero della Difesa indicano inoltre 176 segnalazioni di comportamenti sessuali inappropriati tra gennaio 2018 e giugno 2025, di cui 32 contro personale permanente e 144 contro reclute.
Le rivelazioni hanno suscitato reazioni politiche, con richieste di intervento al ministro della Difesa Wes Streeting e l’avvio di un’inchiesta indipendente. La vicenda richiama altri casi recenti, tra cui quello della soldatessa Jaysley Beck, morta suicida nel 2021 dopo un’aggressione sessuale, e lo scandalo degli abusi protratti per anni alla Royal Military Academy di Sandhurst.



