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LOCARNO

Un messaggio, 60mila nomi

Stasera in Largo Franco Zorzi si è svolta un'azione simbolica a sostegno della Palestina e contro l'inazione del Governo svizzero.
Un messaggio, 60mila nomi
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Un messaggio, 60mila nomi
Stasera in Largo Franco Zorzi si è svolta un'azione simbolica a sostegno della Palestina e contro l'inazione del Governo svizzero.

LOCARNO - Oltre 60mila nomi: uno per ognuna delle vittime accertate di Gaza. È ciò che si poteva leggere sullo striscione di 60 metri dispiegato stasera a Locarno, in Largo Franco Zorzi, nel corso di un'azione simbolica a sostegno della Palestina e contro l'inazione del nostro Governo.

A organizzare l'iniziativa sono stati il GRUPPO 24 MAGGIO (all'origine dell'azione delle cartoline rosse in Piazza Grande al Locarno Film Festival lo scorso anno), l'Associazione SHWAG (Swiss Healthcare Workers Against Genocide) e i Volontari·e Ticinesi per la Palestina (all'origine dello sciopero della fame dei medici sulla Piazza federale lo scorso settembre).

L’evento, come comunicato giorni fa in una nota, voleva «dare un’identità alle vittime, per la grande maggioranza civili, di una delle più gravi violazioni del diritto internazionale del nostro tempo».

Le richieste avanzate dai manifestanti sono riprese dall’appello al Consiglio Federale presentato a Berna il 18 giugno dall’ex consigliera federale Ruth Dreifuss e firmato da 600 personalità della società civile.

Concretamente viene chiesto che il nostro Governo:

1. esiga dai responsabili politici e militari di Israele l'apertura delle frontiere di Gaza per consentire l'ingresso degli aiuti necessari alla sopravvivenza e alla salute della popolazione e di media indipendenti.

2. organizzi e coordini il ricovero e le cure in Svizzera di un nuovo contingente di vittime civili di Gaza, in particolare donne e bambini gravemente feriti o malati, come già avvenuto alla fine del 2025.

3. dichiari che, qualora il governo di Israele non ponga fine alle pratiche che violano il diritto internazionale umanitario a Gaza e nei Territori Palestinesi Occupati, sarà oggetto di sanzioni che interesseranno gli individui, le imprese e le istituzioni coinvolte nell'attuazione di queste politiche, in linea con l’obbligo che la Svizzera ha di far rispettare le Convenzioni di Ginevra, nella sua qualità di Stato contraente (articolo 1 comune).

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