«Il bosco come lo conosciamo adesso scomparirà»

L'estate secca del 2026 porterà danni irreversibili al verde svizzero. L'allarme lanciato da un professore di botanica
BASILEA - L'estate 2026 segna una svolta per i boschi svizzeri. A sostenerlo è il professore di botanica Ansgar Kahmen dell'Università di Basilea, che dal 2018 studia gli effetti del cambiamento climatico nel laboratorio forestale di Hölstein BL. Secondo il ricercatore, i danni osservati sono irreversibili.
L'anno più secco mai registrato nella Svizzera nordoccidentale sta provocando, in tutta la regione del Giura, la morte su larga scala delle parti esterne delle chiome degli alberi, ha spiegato Kahmen in un'intervista pubblicata giovedì dall'Università di Basilea. I più colpiti sono i faggi, la specie arborea predominante.
È probabile che molti alberi che hanno già perso le foglie «muoiano subito o nel corso dei prossimi anni». La frequenza di anni estremamente secchi è destinata ad aumentare e molte specie autoctone non sono adattate a queste condizioni.
Il bosco nella forma attuale scomparirà
«I nostri boschi non scompariranno del tutto. Ma i boschi dominati dai faggi, così come li conosciamo oggi, in futuro in molti luoghi non esisteranno più», ha affermato Kahmen. La Svizzera dovrà quindi confrontarsi con la necessità di introdurre specie submediterranee o addirittura mediterranee.
«I boschi in cui siamo cresciuti, che hanno un forte valore emotivo per la popolazione svizzera e per quella dell'Europa centrale, non esisteranno più», ha aggiunto il botanico. Il paesaggio forestale cambierà volto, perché le specie attuali non sono in grado di affrontare le nuove condizioni climatiche.



