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«Qui si sta benissimo. E viviamo con un terzo di quello che spendevamo in Svizzera»

Sono sempre di più gli svizzeri che scelgono di trasferirsi all’estero per godersi la pensione. Tra loro ci sono anche i ticinesi Rita e Celestino.
«Qui si sta benissimo. E viviamo con un terzo di quello che spendevamo in Svizzera»
Rita e Celestino Oro
«Qui si sta benissimo. E viviamo con un terzo di quello che spendevamo in Svizzera»
Sono sempre di più gli svizzeri che scelgono di trasferirsi all’estero per godersi la pensione. Tra loro ci sono anche i ticinesi Rita e Celestino.

POLLEGIO/TORREVIEJA - «Qui siamo eternamente in vacanza. Ci alziamo al mattino, facciamo colazione con calma e decidiamo cosa fare giorno per giorno». A raccontarcelo sono la 58enne Rita e il 61enne Celestino Oro, una coppia che dopo aver vissuto una vita intera in Ticino, a Pollegio, ha deciso di trasferirsi in Spagna per godersi una meritata pensione. 

Una scelta, questa, che ogni anno prendono centinaia di rossocrociati. 

«Per stare bene non poteva continuare a lavorare»
Le motivazioni, spesso, sono molteplici. Ed è il caso anche dei due ticinesi. «Negli ultimi anni Celestino ha avuto dei problemi di cuore ed è stato operato diverse volte», spiega Rita. «Abbiamo capito che per poter stare bene avrebbe dovuto togliersi tutto lo stress del lavoro e del negozio». I due, infatti, erano proprietari di una macelleria, e lavoravano ancora a pieno regime. 

«Ci siamo guardati in faccia e abbiamo ragionato: smettere di lavorare in quel momento, lui a 60 anni e io a 57, restando in Svizzera, sarebbe stato praticamente impossibile. Quindi abbiamo detto: "vediamo un po' all'estero la vita quanto costa". Abbiamo fatto le nostre valutazioni prendendo in considerazione prima l’Italia e poi la Spagna, e per finire abbiamo deciso di venire qui in Costa Blanca». 

Tra passeggiate e nuotate
Dopo qualche mese di ricerca i due fanno quindi il grande passo. Vendono la loro casa di Pollegio e ne comprano una nella bella città costiera di Torrevieja, in provincia di Alicante. Oggi vivono lì, in pianta stabile, da sei mesi. 

«La nostra quotidianità è completamente diversa», raccontano. «Facciamo passeggiate con il nostro cane, andiamo in spiaggia, ci dedichiamo al relax, alla cucina e alla lettura. Prima invece eravamo sempre occupati con il lavoro». 

«In Svizzera spendevamo il triplo»
A favorire la sensazione di benessere è poi il costo della vita, che si conferma significativamente più basso. «La differenza l’abbiamo notata soprattutto con la cassa malati», sottolinea Rita. «Oltretutto io ho già fatto delle visite mediche e devo dire che il livello della sanità è buono, ci sono dei centri medici veramente all’avanguardia». 

Ma non finisce qui. «Abbiamo notato una grande differenza di prezzo anche sulla carne e su tutti gli alimenti in generale. Diciamo che qui viviamo con un terzo di quello che spendevamo in Svizzera». 

E anche il periodo di adattamento è filato liscio. «Eravamo entrambi d’accordo di fare questo passo e ci siamo trovati subito bene. Va detto poi che le persone qui sono molto gentili e aperte». 

Imparare lo spagnolo, intanto, diventa una nuova stimolante sfida. «Lo stiamo imparando, sì, e non è così complicato. Quando andiamo in giro ci impegniamo e ci buttiamo, a volte anche sbagliando. Ma sbagliando si impara no?». 

Il "paese degli svizzeri"
In Costa Blanca, a ogni modo, i rossocrociati non mancano. «A 15 minuti di distanza da noi c’è un paese che si chiama Ciudad Quesada che viene proprio chiamato “il paese degli svizzeri”. Questo perché ce ne sono davvero tanti…e abbiamo saputo che festeggiano persino la festa nazionale il primo di agosto». 

Già all’inizio degli anni 2000, in effetti, a Ciudad Quesada si contavano circa 800 cittadini svizzeri. Un numero considerato molto elevato per una singola urbanizzazione e che, nel frattempo, potrebbe essere cresciuto. 

«In tanti fanno domande e pensano di fare lo stesso»
«Da quando siamo qui tantissime persone ci hanno chiesto come ci troviamo. C’è tanta curiosità e in molti pensano di fare lo stesso», commentano Rita e Celestino. 

Ma la mancanza di qualcosa, per rapporto alla Svizzera, si sente? «Magari un po’ del nostro cioccolato», risponde Rita ridendo. «Con i figli alla fine ci sentiamo spessissimo, in questo momento sono qui in vacanza da noi e ci ospitano volentieri quando veniamo qualche giorno in Svizzera». Stesso discorso per gli amici più stretti: «Li sentiamo e quando rientriamo li andiamo a trovare».

«Va detto comunque che la Svizzera rimane la nostra patria e rimarrà sempre nel nostro cuore. Purtroppo, però, per i motivi sopracitati abbiamo dovuto spostarci altrove», concludono marito e moglie. 

Oltre 800mila svizzeri all'estero, 200mila over 65
Alla fine del 2025 838'600 cittadini svizzeri vivevano all'estero, pari a circa il 10% del totale. Di questi, il 24% (circa 201'000) risultava avere 65 anni o più, una fascia che comprende sia persone già emigrate da tempo sia persone trasferitesi dopo il pensionamento.

Tra il 2024 e il 2025 il numero di svizzeri è aumentato in tutti i Paesi limitrofi, con una crescita particolarmente marcata in Liechtenstein (+6,4%), Spagna (+3,1%) e Austria (+2,1%).

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