Testa e braccio fuori dall'aereo a 4.500 metri: due minuti interminabili a 600 km/h

Il racconto esclusivo al Guardian del passeggero sopravvissuto all'incidente sul volo Ryanair: «Sono ancora vivo, forse è il destino»
Il racconto esclusivo al Guardian del passeggero sopravvissuto all'incidente sul volo Ryanair: «Sono ancora vivo, forse è il destino»
KATERINI - In un’intervista esclusiva al Guardian, Ljubisa Karović racconta i momenti drammatici vissuti a bordo di un volo Ryanair dalla Grecia alla Germania, quando è stato parzialmente risucchiato fuori da un finestrino in seguito a una violenta depressurizzazione. Il passeggero si trovava al posto 11F, vicino al finestrino. «L’esplosione è ciò che ricordo di più», dice l’imprenditore serbo, descrivendo il fragore che lo ha svegliato e che ancora oggi gli impedisce di dormire: «È il rumore che precede il caos», e che sente ancora oggi quando cerca di dormire.
Seduto nella sua casa temporanea a Katerini, con un collare ortopedico e visibili segni di ustioni e lividi, Karović ripercorre l’incidente avvenuto a oltre 4.500 metri di altitudine. «Sono fortunato», afferma. «Non ricordo molto, ma sono ancora vivo». Secondo il suo avvocato, è sopravvissuto «per caso»: sbalzato fuori dal finestrino dal petto in su, avrebbe perso conoscenza più volte («con la testa e il braccio destro fuori dall'aereo») alla velocità di oltre 600 km/h.
Fondamentale l’intervento dei passeggeri, tra cui la moglie Svetlana. «Nessuno dell’equipaggio di cabina ha prestato soccorso. Sono stati i passeggeri», racconta. Un uomo è riuscito a trascinarlo dentro e a bloccare l’apertura con una valigia. Momenti «insopportabili», durati fino a due minuti, durante i quali il marito appariva «a metà fuori dall’aereo».
Ryanair da parte sua difende il proprio operato parlando di «lavoro fenomenale», sostenendo che l’equipaggio abbia assistito Karović appena raggiunta una quota di sicurezza. Versione contestata dal legale, secondo cui il personale sarebbe rimasto paralizzato dalla paura («In nessun momento l'equipaggio di cabina si è offerto di aiutarlo»).
Ancora sotto shock, Karović teme di volare di nuovo. La guarigione sarà lunga, ma guarda avanti: «Voglio guarire». E lascia una raccomandazione: «Assicuratevi sempre di allacciare la cintura di sicurezza».




