Zali e le pressioni per un’assunzione: l’EOC prende le distanze dal passato

Il neo presidente del CdA, Andrea Bersani: «Non c'è motivo di prendere posizione. Sanvido? Non ha dato seguito a nessuna pressione».
BELLINZONA - Risale a 6 anni fa lo scambio di e-mail tra il Consigliere di Stato Claudio Zali e l’allora presidente del Consiglio di amministrazione dell’EOC, Paolo Sanvido. Ma come intende muoversi l'EOC, ora che è venuto a sapere delle pressioni fatte da un Ministro per far assumere una sua conoscente?
Interpellato da Radio Ticino, il nuovo presidente del CdA Andrea Bersani non ha dubbi: «Non vedo perché si debba prendere posizione. Fosse accaduto ieri, sarebbe diverso... Oggi prendiamo atto di quanto emerso: né io né il Consiglio di amministrazione eravamo a conoscenza di quella mail. L’allora presidente ha già preso posizione a suo tempo, spiegando i fatti dal suo punto di vista. Per me la questione si chiude lì».
Bersani, d'altro canto, assicura: «Se ci fossero stati problemi, ad esempio procedure di assunzione non corrette a seguito dell’intervento di un consigliere di Stato, sarebbe un altro discorso. Ma non mi risulta che, pur trattandosi di una comunicazione indebita, vi siano state irregolarità o assunzioni non conformi alle procedure».
In relazione a un’ipotesi di abuso di potere, il presidente del CdA precisa: «L'abuso di potere è un reato perseguibile d’ufficio. Se venisse avviata un’inchiesta da parte degli organi competenti, cioè il Ministero pubblico e non il Consiglio di amministrazione dell’EOC, l’EOC collaborerebbe pienamente, mettendo a disposizione tutte le informazioni richieste».
La posizione di Paolo Sanvido, in ogni caso, non sembra in discussione: «Ha ricevuto una comunicazione impropria, ma per quanto abbiamo potuto verificare non ha dato seguito ad alcuna pressione».
Bersani, in conclusione, non nasconde il proprio stupore per la vicenda: «Leggendo il contenuto della mail sono rimasto sorpreso. Non è questo il modo corretto di segnalare una candidatura. Segnalare dei nomi è legittimo, ma deve avvenire lasciando che il processo di assunzione segua le procedure previste. Diverso è intervenire con toni che possono risultare quasi minacciosi e comunque impropri. Personalmente, una cosa del genere non l’accetterei».



