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Il PS: «Inaccettabile che Zali non entri nel merito e si dipinga come una vittima»

Anche il Partito socialista invita il consigliere di Stato a dimettersi «per tutelare il buon nome delle istituzioni e mantenere nei cittadini la fiducia nel governo».
Il PS: «Inaccettabile che Zali non entri nel merito e si dipinga come una vittima»
Tipress
Fonte PS
Il PS: «Inaccettabile che Zali non entri nel merito e si dipinga come una vittima»
Anche il Partito socialista invita il consigliere di Stato a dimettersi «per tutelare il buon nome delle istituzioni e mantenere nei cittadini la fiducia nel governo».

BELLINZONA - È bufera su Claudio Zali. E mentre l'indignazione si fa sempre più grande arriva la presa di posizione del Partito Socialista.

«I casi che coinvolgono il presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali suscitano interrogativi e preoccupazione. Interrogativi perché sono vicende dai contorni ancora poco definiti, preoccupazione perché mettono pesantemente in dubbio la legittimità di una importante carica istituzionale», viene sottolineato.

«I fatti sono noti. Due file audio pubblicati su un profilo Instagram riportano presunti dialoghi di Zali con una donna. Risalgono al 2023. Si parla di una terza donna, definita una “stalker”.  L’uomo - presumibilmente Zali - dice che quando è venuta da lui, “l’ha pestata”. Non si sa ovviamente se questo sia davvero avvenuto. In un altro brano Zali dice (o direbbe) che, per risolvere una questione riguardante la terza donna, gli “viene in mente” di chiamare “un amico di Milano che non mi tradirebbe mai”. “Non dirmi che non ci pensi anche tu a queste cose, almeno a farlo personalmente”, aggiunge il ministro. “No, non ci penso”, è la risposta della donna».

Frasi, queste, che per il PS «incitano alla violenza sulle donne» e che hanno spinto tre presidenti di partito (il liberale Speziali, il centrista Dadò, il socialista Sirica) a scrivere a Zali, chiedendogli di chiarire pubblicamente la vicenda.

«Non è entrato nel merito e non ha smentito»
«Il consigliere di Stato ha risposto con un comunicato nel quale parla di violazione della propria privacy e di registrazioni ottenute illegalmente. Annuncia inoltre denunce, anche per i tre presidenti di partito. Ma, in maniera inaccettabile nei confronti dell’opinione pubblica e del ruolo che ricopre, non entra nel merito della vicenda e prova a dipingersi come vittima. Al di là delle possibili e ipotetiche implicazioni penali della vicenda, che sono di esclusiva competenza della magistratura, le frasi pronunciate dal consigliere di Stato Zali (che lui non ha formalmente smentito) indicano un atteggiamento prevaricatore che nulla ha a che vedere con il comportamento che ci si aspetta da un consigliere di Stato».

«Frasi e presunte azioni che non possono essere tollerate»
Per il PS queste «sono frasi e presunte azioni che non possono essere in nessun modo tollerate, anche se emergono da un dialogo privato diffuso dopo una registrazione illegale». Il partito ritiene che Claudio Zali debba assumere fino in fondo la responsabilità del proprio comportamento.

Ma c'è di più. A questa situazione complessa e delicata si è aggiunta l’apertura di un fascicolo in procura per la riunione voluta da Zali per discutere il caso del ragazzo detenuto alla Farera. «Le ipotesi di reato sulle quali il Procuratore Generale indaga sono abuso di autorità e tentata coazione. È certamente data la presunzione di innocenza, ma è un altro elemento che mette in discussione la possibilità di agire con piena lucidità e indipendenza da parte del responsabile del settore della giustizia».

«Lo invitiamo a dare le dimissioni»
È poi emersa in queste ore un’altra vicenda, che riguarda una pesante pressione sull’EOC per l’assunzione di un’amica di Claudio Zali, con minacce di rendere pubblica la questione e toni intimidatori e ricattatori. «Riteniamo che la posizione di Claudio Zali non sia più sostenibile e lo invitiamo a dare le dimissioni per tutelare il buon nome delle istituzioni e mantenere nei cittadini la fiducia nel governo, scossa da comportamenti inaccettabili».

«Via la direzione della divisione della giustizia»
Se questo passo indietro non dovesse verificarsi, il PS invita infine il Governo «ad adottare tutte le misure di sua competenza per tutelare l’immagine e la credibilità delle istituzioni. Come minimo togliere a Claudio Zali la competenza della Divisione della giustizia e la Presidenza del gremio governativo».

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