Sfoghi in coda

Perché i semafori sono accesi? Ancora cantieri? E perché non aprono la CUPRA? Sono domande che nascono dai nervi tesi degli automobilisti. E noi li abbiamo fatti "dialogare" con l'USTRA
LUGANO - «Più che l’arteria del Ticino, l’A2 mi sembra un ictus del Ticino». «Siamo l’unico paese che è diviso in due, impossibile arrivare a Lugano da Bellinzona». «Sempre questi benedetti lavori sulla corsia preferenziale all’uscita di Lugano Nord. Cosa l’hanno fatta a fare che è sempre chiusa?». E si potrebbe proseguire ancora a lungo. Perché tra segnalazioni quotidiane che giungono in redazione, commenti ai vari articoli e invettive su noti gruppi su Telegram, il materiale per sondare la tenuta nervosa dei ticinesi al volante (e la convivenza forzata con le perenni code) di certo non manca.
E in casi come questi, il bersaglio delle critiche, spesso, è l'Ufficio federale delle strade. Per questo motivo ─ nella veste di intermediario ─ ci siamo rivolti direttamente a loro, distillando domande da alcuni di quegli sfoghi e intavolando un dialogo indiretto tra conducenti esasperati dalle ore passate in coda e l'USTRA.
La gestione dei semafori alle gallerie è una croce costante tra gli automobilisti. Quando e con quali criteri vengono attivati?
«L’uso dei semafori ha lo scopo di garantire la sicurezza nelle gallerie. Vengono attivati negli orari di forte traffico per evitare la formazione di colonne ferme in galleria (sprovviste della corsia di emergenza) che impedirebbero l’arrivo o il passaggio dei mezzi di soccorso, come pure l’evacuazione in caso di incendio».
Quali sono i fattori che determinano l’apertura della Corsia preferenziale Airolo/Passi (CUPRA)?
«L’apertura della corsia preferenziale Airolo/Passi è coordinata dalla Centrale del traffico di Emmen in maniera dinamica nei giorni di accessibilità della strada del Passo del San Gottardo e secondo le reali condizioni del traffico. In pratica, la corsia d’emergenza viene aperta temporaneamente alla circolazione a partire dalla formazione di circa 2 chilometri di coda al portale sud del San Gottardo. È importante precisare che in caso di necessità, essa deve poter essere rapidamente riconvertita in corsia di emergenza e quindi momentaneamente chiusa al transito».
Lo svincolo ci sarà. L’inizio dei lavori è stato posticipato al 2028. Considerando il cantiere e le opere correlate, quando sarà operativo il futuro svincolo?
«Il futuro svincolo potrebbe venir aperto alla viabilità nel corso del 2031. Il ritardo è da attribuire alle opposizioni inoltrate durante la fase di pubblicazione del progetto e dai tempi per la loro evasione».
L’A2, da tempo ormai, è strada dai numerosi cantieri. Opere di risanamento inevitabili. Lo scorso anno, come USTRA avete rassicurato sul fatto che una volta conclusa questa imponente serie di interventi, per qualche decennio non ci saranno altri grossi lavori. Ma questo ciclo di interventi quando arriverà a conclusione?
«Il rinnovo totale dei tratti autostradali è realizzato in base alle prescrizioni del Piano di manutenzione delle strade nazionali della Confederazione. Esso si basa su tre principi: anzitutto i lavori di conservazione e sistemazione devono iscriversi nel quadro di progetti di conservazione concernenti tratti stradali di lunghezza di circa 5 km. In secondo luogo, due diversi cantieri devono distare tra loro almeno 30 chilometri. E infine sul medesimo tratto va rispettato un intervallo di almeno 15 anni tra la fine dell'ultimo intervento e il prossimo cantiere causa di disagi al traffico. Attualmente nel Sottoceneri è presente solo un grosso cantiere tra Lugano Sud – Lugano Nord che si concluderà a fine 2027. Pertanto, su questo tratto, ossia tra Lugano Sud e Lugano Nord, il prossimo ciclo di interventi avrà luogo non prima di 15 anni».
Far stazionare del personale in un punto preciso renderebbe poi impossibile qualsiasi intervento altrove. Ma come vengono gestite le emergenze da parte dei centri di manutenzione stradali?
«Le emergenze sono innanzitutto gestite dalla Polizia Cantonale che valuta la gravità dell’evento e coinvolge i vari servizi. È richiesto l’intervento dell’Unità territoriale in caso di danni all’infrastruttura. Il loro compito è di adottare le misure necessarie al ripristino della viabilità nel più breve tempo possibile».



