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CRANS-MONTANA

Sette mesi dopo l'incendio, la polizia è in affanno: «Meno agenti, più reati»

Il comandante Frédéric Gisler spiega che le indagini sulla tragedia hanno assorbito molte risorse: «Abbiamo dovuto ridefinire le priorità, rinunciando ad alcune attività preventive».
Sette mesi dopo l'incendio, la polizia è in affanno: «Meno agenti, più reati»
Imago
Fonte Ats
Sette mesi dopo l'incendio, la polizia è in affanno: «Meno agenti, più reati»
Il comandante Frédéric Gisler spiega che le indagini sulla tragedia hanno assorbito molte risorse: «Abbiamo dovuto ridefinire le priorità, rinunciando ad alcune attività preventive».

SION - A poco più di sette mesi di distanza, la polizia cantonale vallesana sta ancora affrontando le ripercussioni della tragedia di Capodanno a Crans-Montana. Carenza di personale e ridefinizione delle priorità hanno portato a conseguenze tangibili sul campo, in primis a un incremento della criminalità, avverte il comandante Frédéric Gisler.

«Quello che mi tocca ancora oggi, è lo stato del mio personale», ha detto Gisler ai microfoni dell'emissione radiofonica della RTS «La Matinale», rivolgendo un pensiero ai colleghi colpiti dal dramma, oltre che a vittime e famigliari. Infatti, ha spiegato, vi è tuttora chi, a livello psicologico, non è in grado di svolgere il proprio lavoro, soprattutto soccorritori.

Mobilitate in massa fin dalla prima ora, le forze dell'ordine vallesane sono inoltre ancora ampiamente impegnate nelle indagini in corso. «Si tratta di una nostra priorità», ha sottolineato il comandante.

La polizia cantonale è in particolare responsabile dell'accertamento dei fatti. Durante gli interrogatori, «i miei ispettori redigono e preparano la maggior parte delle domande, sotto la guida dei pubblici ministeri», ha osservato Gisler. Bisogna poi analizzare le prove raccolte e passare al setaccio i dati digitali.

Ciò ha un impatto considerevole su tutto l'organico, poiché genera un aumento del carico di lavoro per gli altri. Oltre a questa «missione giudiziaria», va in effetti portato avanti in parallelo il resto delle mansioni.

Il comandante ha confermato come il corpo sia in carenza di effettivi. È stato quindi necessario ridefinire le priorità tra i compiti delle forze dell'ordine, facendo scelte sul campo e rinunciando per esempio ad alcune azioni preventive nelle strade, ha riassunto Gisler.

Tutto ciò ha lasciato tracce concrete. Stando a Gisler, la diminuzione della presenza di agenti ha provocato un aumento del traffico di droga e della violenza, soprattutto nelle stazioni durante la primavera. Senza dimenticare che pure gli incidenti stradali si sono fatti più frequenti, anche se fortunatamente non ve ne sono stati di gravi.

L'uomo che ha vissuto un battesimo professionale da incubo - è entrato in carica proprio quel terribile 1° gennaio - però non si nasconde: «È mia responsabilità fare sempre meglio con il personale che ho a disposizione». Al di là di quanto successo a Crans-Montana, il comandante descrive un contesto di sicurezza più ampio e teso, legato, a suo dire, alla forte crescita demografica del cantone, con la lotta al narcotraffico in cima alle preoccupazioni della polizia.

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