Caso Frei, l'avvocata di una vittima critica le autorità

«Avrebbero avuto il potere e la possibilità di aiutare la mia assistita», ma «non l'hanno fatto»
AARAU - L'avvocata della vittima minorenne dell'ex granconsigliere argoviese Patrick Frei, accusato di reati sessuali, critica le autorità cantonali per la mancanza di sostegno. La sua assistita avrebbe «perso la fiducia nelle autorità».
«Le è stata rubata la giovinezza, non solo dall'imputato e dalle sue azioni, ma anche dal fatto che le autorità, che avrebbero avuto il potere e la competenza per aiutarla, non lo hanno fatto», ha dichiarato mercoledì mattina a Radio SRF Tamara De Caro, legale della vittima.
Aiuti insufficienti
Secondo Radio SRF, dopo l'arresto del presunto autore nell'autunno 2023, la madre della minorenne ha perso il lavoro. Madre e figlia si sono quindi rivolte all'autorità sociale del loro comune di domicilio, Untersiggenthal (AG). Il comune ha però concesso solo un aiuto d'emergenza, invece dell'assistenza sociale. Inoltre, entrambe sono state segnalate all'Ufficio migrazione. A causa del sospetto di lavoro fittizio, rischiano l'espulsione dalla Svizzera.
All'epoca dell'arresto dell'ex Gran Consigliere, le autorità non erano consapevoli della gravità del caso. «Oggi disponiamo naturalmente di ulteriori informazioni e conoscenze aggiornate», ha dichiarato mercoledì a Radio SRF il consigliere di Stato argoviese Dieter Egli. «Per questo motivo l'Ufficio migrazione continua a monitorare e verificare il caso, non solo ora a seguito della copertura mediatica, ma già da tempo».
Lunedì scorso la Procura argoviese ha chiesto una pena detentiva a vita per l'ex granconsigliere UDC Frei. L'uomo avrebbe drogato e abusato sessualmente di più donne, tra cui una minorenne. Il 57enne è in detenzione dal 2023. Frei era membro del Gran Consiglio dall'agosto 2021 e faceva parte anche della Commissione giustizia. Di professione si dichiarava informatico aziendale. Fino a una decisione definitiva vale la presunzione d'innocenza.



