«Canicola: ora una base legale a tutela della salute pubblica»

Maurizio Canetta e Fabrizio Sirica chiedono nuove norme cantonali per proteggere lavoratori e cittadini durante le ondate di calore.
BELLINZONA - Una lettera aperta al Consiglio di Stato per chiedere misure concrete contro gli effetti delle ondate di calore sul mondo del lavoro. È quella firmata da Maurizio Canetta e Fabrizio Sirica a nome del gruppo PS/GISO/FA, che sollecita il governo cantonale ad avviare un percorso per dotarsi di basi legali vincolanti in grado di tutelare la salute pubblica durante i periodi di canicola.
Nel testo si sottolinea come il cantone abbia già affrontato tre episodi di caldo intenso nel corso dell’anno: a fine maggio, tra metà e fine giugno e infine tra il 5 e il 17 luglio, con allerte comprese tra il livello 2 e il livello 4. Temperature che hanno raggiunto i 32 gradi a maggio e i 37 nei mesi successivi, segnando valori record e una tendenza alla maggiore frequenza e durata di questi fenomeni.
Un pericolo, non solo per le persone vulnerabili
Una situazione che, secondo i firmatari, rappresenta un rischio concreto per la salute della popolazione. Viene citato anche il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS), che evidenzia come l’esposizione prolungata al caldo possa causare disturbi o aggravare condizioni preesistenti, soprattutto tra le persone più vulnerabili, ma anche tra individui in buona salute.
Particolare attenzione è posta sulle condizioni di lavoratrici e lavoratori. Le attività svolte all’aperto o in ambienti non adeguatamente climatizzati possono infatti diventare pericolose. Attualmente, osservano Canetta e Sirica, solo alcuni settori – come edilizia, pavimentazioni stradali e pittura – dispongono di limitazioni specifiche, mentre molti altri ambiti professionali, tra cui giardinaggio, ristorazione, logistica e sicurezza, restano esposti. Anche il settore delle cure è indicato come particolarmente sensibile, con rischi che coinvolgono sia i pazienti sia il personale.
L'esempio di Ginevra
A sostegno della richiesta, viene portato l’esempio del Canton Ginevra, che il 25 giugno ha introdotto misure straordinarie tramite l’OCIRT, imponendo tra l’altro la cessazione delle attività all’aperto esposte al sole a partire dalle ore 13:00 durante l’ondata di calore, salvo eccezioni legate a esigenze essenziali di sicurezza o ordine pubblico.
Secondo i firmatari, l’attuale posizione del Consiglio di Stato – che ritiene mancante una base legale per interventi vincolanti – non è sufficiente. La tutela della salute pubblica, sostengono, è un compito centrale dello Stato e non può essere lasciata unicamente alla contrattazione tra partner sociali, anche perché le regole esistenti risalgono a un contesto climatico meno estremo.
Da qui l’invito al governo ad attivarsi, coinvolgendo competenze interne, medici del lavoro e partner sociali, per costruire un quadro normativo efficace. L’obiettivo è dotare le autorità degli strumenti necessari per intervenire tempestivamente durante le allerte canicola.
«La salute di lavoratrici e lavoratori è un bene primario», si legge nella lettera, che sottolinea come una maggiore protezione sia anche nell’interesse delle aziende. Non si tratta, precisano, di introdurre misure penalizzanti, ma di affrontare un’emergenza destinata a diventare sempre più frequente con il riscaldamento globale.



