Targhe "personalizzabili"? «No, grazie»

La Commissione dei trasporti degli Stati respinge all'unanimità la proposta della mozione di Lorenzo Quadri. E a meno di ripensamenti, il progetto sembra al capolinea
BERNA - La Svizzera non imiterà gli Stati Uniti consentendo le targhe personalizzabili sulle automobili per ovviare al prossimo esaurimento delle combinazioni numeriche. L'idea lanciata dal consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega-UDC/TI) mediante una mozione, adottata dal Nazionale, è stata respinta all'unanimità dalla commissione dei trasporti degli Stati (CTT-S).
A meno di ripensamento in aula, il progetto è in pratica morto e sepolto. La mozione, precisa una nota odierna dei servizi parlamentari, chiede al Consiglio federale di adeguare le disposizioni sui requisiti delle targhe degli autoveicoli, in modo da consentire non solo l'uso di lettere, ma anche la creazione di combinazioni casuali di nomi, parole e/o acronimi.
La proposta, per quanto seducente, non piace però alla commissione, secondo cui al momento non sussista necessità di agire. Con l'introduzione della targa a sette cifre, infatti, i Cantoni hanno già a disposizione una soluzione per ovviare alla mancanza di combinazioni numeriche.
Inoltre, con questa mozione non si intende pregiudicare gli ulteriori lavori in corso all'interno dell'Amministrazione in relazione alla futura configurazione delle targhe.
La mozione Quadri era stata accolta alla camera del popolo il 30 aprile scorso di stretta misura (95 voti a 91 e 4 astensioni). La proposta nasce dalla constatazione che i cantoni Berna e Zurigo si avvicinavano all'esaurimento delle combinazioni numeriche disponibili, a parere del leghista. Per Quadri è evidente che nel prossimo futuro non sarà più possibile limitarsi all'utilizzo di cifre, ma sarà necessario ricorrere anche alle lettere.
In aula il consigliere federale Martin Pfister, che aveva sostituito Albert Rösti in convalescenza dopo l'intervento chirurgico alla schiena al quale è stato sottoposto, si era detto contrario alla proposta. I Cantoni, aveva spiegato il ministro della difesa, «sono già stati autorizzati a emettere targhe a 7 cifre, il problema pertanto non è così urgente».



