Tagliati i fondi per aiutare i boschi: «È inaccettabile»

L'associazione BoscoSvizzero ha richiesto al capo del Dipartimento federale dell'ambiente Albert Rösti, una tavola rotonda per definire rapidamente un piano d'azione
BERNA - Nonostante le foreste svizzere soffrano per il caldo e la siccità, rappresentando talvolta anche un pericolo per i passanti, il Consiglio federale ha eliminato i fondi destinati al loro adattamento ai cambiamenti climatici. Una decisione che, secondo BoscoSvizzero, è inaccettabile.
L’associazione ha quindi chiesto al capo del dipartimento competente, Albert Rösti, di convocare rapidamente una tavola rotonda per definire un piano d’azione concretamente attuabile.
Secondo BoscoSvizzero, interi alberi, o parte di questi, si disseccano e cadono prematuramente a causa della siccità, rappresentando anche un rischio per i lavoratori forestali, così come per i visitatori.
Quei finanziamenti eliminati dal Consiglio federale
In passato, per aiutare i boschi ad adattarsi ai cambiamenti climatici, dal 2021 al 2024 il Parlamento aveva stanziato 25 milioni di franchi federali supplementari all’anno. Successivamente, nonostante il parere contrario del Consiglio federale, ha deciso di proseguire con questi finanziamenti anche per il periodo 2025–2028.
La somma è stata però ridotta del 30%, scendendo a 17,5 milioni di franchi all’anno, e successivamente di un ulteriore 2% con il Pacchetto di sgravio 2027. Infine, nel piano finanziario per il periodo 2027-2029, il Consiglio federale ha eliminato questi fondi aggiuntivi.
Tre nuovi pacchetti di misure per boschi più resilienti
I mezzi supplementari approvati dal Parlamento sono attualmente impiegati per favorire l'adattamento dei boschi agli effetti del cambiamento climatico. Una parte di questi è stata destinata ai programmi forestali già esistenti, un’altra invece finanzia tre nuovi pacchetti di misure.
Il primo punta a favorire la crescita o la piantagione degli alberi, come querce e ciliegi, più adatti al caldo, in sostituzione delle aree composte da una sola specie. Il secondo prevede interventi per rendere le foreste instabili più resistenti alla siccità, alle tempeste e al bostrico, un insetto che attacca piante già indebolite dalla siccità come l'abete rosso. Infine, il terzo riguarda la sicurezza: gli esemplari indeboliti vengono abbattuti preventivamente lungo strade, ferrovie e nelle zone forestali molto frequentate, per ridurre i pericoli per le persone.
Tuttavia questo non basta, secondo l'associazione «per mantenere i boschi resilienti ai cambiamenti climatici, la prosecuzione a lungo termine dei finanziamenti supplementari rappresenta una condizione imprescindibile».



