Annullato ufficialmente l'incontro USA-Iran al Bürgenstock

La conferma del DFAE è arrivata stamattina, dopo che nella notte la Casa Bianca ha fatto sapere che Vance non sarebbe partito alla volta del Bürgenstock
La conferma del DFAE è arrivata stamattina, dopo che nella notte la Casa Bianca ha fatto sapere che Vance non sarebbe partito alla volta del Bürgenstock
BERNA - I colloqui tra gli Stati Uniti e l'Iran previsti per oggi sul Bürgenstock (NW) sono stati annullati, ha comunicato stamani il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
La Casa Bianca ieri sera (ora locale, le prime ore di oggi in Svizzera) ha reso noto che il vicepresidente degli Stati Uniti J. D. Vance non si sarebbe recato nella Confederazione oggi per avviare i colloqui in vista di un accordo definitivo con l'Iran, si legge in un comunicato.
«I piani per le prossime discussioni tecniche non sono stati ancora definiti e la delegazione statunitense si è preparata a partire alla prima occasione utile. Tuttavia, la logistica di questi negoziati non è mai stata né semplice né prevedibile. Per il momento, il vicepresidente non partirà stasera», si legge nella nota.
Anche il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha rinviato il viaggio in Svizzera come già comunicato nella mattinata di giovedì».
«La Svizzera rimane a disposizione e prosegue i preparativi», ha indicato a Keystone-ATS il portavoce del DFAE Nicolas Bideau. La Confederazione «rimane pienamente impegnato nei propri sforzi volti a favorire il dialogo». Per la Svizzera, che ha ribadito che l'incontro si sarebbe tenuto fino nel pomeriggio di martedì, un incontro in futuro è ancora sul tavolo.
Dopo la firma l'altro ieri del protocollo d'intesa, gli Stati Uniti e l'Iran avrebbero dovuto avviare formalmente oggi i 60 giorni di negoziati finalizzati a un accordo definitivo, in particolare sul nucleare. Il memorandum è comunque entrato in vigore.
Per la Confederazione l'incontro sul Bürgenstock avrebbe rappresentato una nuova opportunità per offrire i suoi buoni uffici. La Svizzera - giudicata «una padrona di casa adeguata» da parte della consigliera federale Karin Keller-Sutter ai microfoni di SRF - per ospitare la firma del documento si era già preparata per garantire la totale sicurezza durante l'incontro: sul territorio sarebbero stati dispiegati fino a 2000 militari e agenti di polizia.
Il Qatar, che ha svolto un ruolo di mediazione insieme al Pakistan, aveva insistito affinché la riunione si tenesse nella rinomata struttura nidvaldese di cui è proprietario.




