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Animali maltrattati e trascurati: un allevatore andrà in carcere

Il Tribunale penale di Lucerna ha inflitto una pena detentiva a un 66enne. Assolta la moglie coimputata.
Animali maltrattati e trascurati: un allevatore andrà in carcere
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Fonte Ats
Animali maltrattati e trascurati: un allevatore andrà in carcere
Il Tribunale penale di Lucerna ha inflitto una pena detentiva a un 66enne. Assolta la moglie coimputata.

LUCERNA - Un allevatore di bovini di 66 anni è stato condannato dal Tribunale penale di Lucerna a una pena detentiva di due anni e tre mesi, di cui la metà da scontare, per maltrattamento di animali e altri reati. La moglie 62enne, coimputata nel procedimento, è stata invece assolta da ogni accusa.

L’uomo è stato riconosciuto colpevole di diversi reati legati alla custodia degli animali, oltre che di comportamento recalcitrante e inquinamento di acqua potabile. La procuratrice aveva chiesto una pena sospesa con la condizionale di 22 mesi, accompagnata da una pena pecuniaria e da una multa.

La motivazione della sentenza non è ancora disponibile, ma secondo quanto emerso il tribunale avrebbe ampiamente seguito le argomentazioni dell’accusa. In particolare, è stato sottolineato come l’imputato si recasse quotidianamente negli allevamenti e avrebbe quindi potuto intervenire per correggere le carenze riscontrate.

600 bovini e decine di animali in condizioni critiche
La coppia possedeva circa 600 bovini distribuiti in sette allevamenti. Nel 2017, dopo il ritrovamento di un vitello morto in una stalla sporca da parte di una veterinaria, le autorità erano intervenute sequestrando 31 animali trascurati, 23 dei quali furono macellati d’urgenza.

Secondo l’atto d’accusa, gli ispettori avevano rilevato condizioni igieniche precarie nelle stalle, con lettiere bagnate e sporche. I bovini risultavano mal curati e zoppicanti, mentre i vitelli soffrivano di diarrea. Contestate anche le attrezzature utilizzate.

La difesa aveva chiesto l’assoluzione, definendo l’inchiesta lacunosa e basata soprattutto sulle valutazioni dell’autorità veterinaria. Per quanto riguarda la moglie, il suo legale ha sostenuto che non avesse alcun ruolo nella gestione degli animali, posizione accolta dal tribunale. La sentenza non è ancora passata in giudicato.

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