Too big to fail, la BNS "promuove" Berna

Le misure proposte dal Consiglio federale sono state accolte favorevolmente dall'Istituto centrale elvetico
L'ASB: «No a una super Finma». Le banche cantonali: «Misure eccessive»
BERNA / ZURIGO - «Un passo importante per rafforzare ulteriormente la stabilità del sistema finanziario svizzero» e «decisive per porre rimedio ai punti deboli messi in luce dalla crisi di Credit Suisse». La Banca nazionale svizzera ha accolto positivamente le misure proposte oggi nell'ambito della normativa "too big to fail" dal Consiglio federale.
«Il progetto dell’Ordinanza sulla liquidità prevede che le banche di rilevanza sistemica e quelle di medie dimensioni debbano preparare sufficienti garanzie per l’accesso al sostegno di liquidità delle banche centrali. Affinché la BNS possa all’occorrenza erogare un sostegno di liquidità, le banche devono essere in grado di trasferirle i propri attivi a titolo di garanzia. Ai fini del rafforzamento della stabilità finanziaria è inoltre importante che il maggior numero possibile di banche provveda ai lavori preparatori necessari per la partecipazione allo schema di liquidità esteso (SLE), che sarà a disposizione dall’inizio del 2027», si legge in un comunicato dell'Istituto centrale.
La BNS ha promosso inoltre anche le misure proposte dall'esecutivo federale «concernenti il piano di stabilizzazione e la capacità di liquidazione delle banche di rilevanza sistemica, le opzioni di intervento precoce della FINMA nonché la collaborazione fra le autorità nella prevenzione e nel superamento di crisi finanziarie».
L'ASB: «No a una super Finma»
Sì a nuove regole per garantire la stabilità della piazza finanziaria elvetica, ma senza esagerare: è la reazione alle proposte odierne del Consiglio federale da parte dell'Associazione svizzera dei banchieri (ASB), che mette in particolare in guardia dal rischio che la Finma diventi una super-autorità.
In un comunicato odierno l'organizzazione afferma di vedere di buon occhio che il governo faccia propri gli insegnamenti fondamentali tratti dalla crisi di Credit Suisse. L'ASB sostiene i miglioramenti mirati nell'ambito dell'approvvigionamento di liquidità e della capacità di risoluzione delle banche di rilevanza sistemica.
"Il pacchetto di misure rimane tuttavia troppo ampio", si lamenta l'organizzazione. La regolamentazione deve intervenire solo laddove sussistono rischi effettivi e apportare un contributo comprovato alla stabilità finanziaria. L'ASB vede inoltre in modo critico una Finma con competenze notevolmente ampliate in materia di interventi precoci, sanzioni e possibilità di azione nell'attività ordinaria.
Le banche cantonali: «Misure eccessive»
Per le banche cantonali il pacchetto di misure presentate oggi dal Consiglio federale sulla regolamentazione "too big to fail" è eccessivo. Prevede ulteriori inasprimenti normativi di ampia portata per istituti che non sono stati né la causa né il motore della crisi di Credit Suisse, afferma l'Unione della banche cantonali svizzere (UBCS).
Il dissesto di un singolo istituto non giustifica un giro di vite generalizzato per l'intero ramo bancario, argomenta l'organizzazione interpellata dall'agenzia Awp. "Una regolamentazione indifferenziata ed eccessiva indebolirebbe la diversità e la competitività della piazza finanziaria elvetica, comporterebbe costi aggiuntivi e, in ultima analisi, graverebbe sulle imprese e sulla popolazione", si legge in una nota.



