Anche in Svizzera si dibatte sul divieto dei social per i giovanissimi

Un rapporto del Consiglio federale è atteso entro il 2027
BERNA - Mentre in altri paesi sono previste o già state attuate restrizioni o addirittura un divieto delle reti sociali per i giovanissimi, la questione è oggetto di discussione anche in Svizzera. Il Consiglio federale presenterà un rapporto entro il prossimo anno.
Il Consiglio degli Stati aveva trasmesso nel marzo 2025 un postulato in materia. Quest'ultimo chiede al governo di valutare se un divieto di accesso a piattaforme come TikTok e Instagram per i minori di 16 anni possa contribuire alla tutela dei giovani, al fine di proteggere bambini e adolescenti dagli effetti nocivi delle reti sociali.
In diversi paesi, tra cui Italia, Francia, Grecia e Paesi Bassi, esistono divieti e restrizioni all'uso degli smartphone nelle scuole. Anche in molti istituti svizzeri vige già il divieto di utilizzare i cellulari; durante le lezioni vengono raccolti.
Secondo uno studio pubblicato dai quotidiani Tamedia, circa quattro persone su cinque intervistate in Svizzera sono favorevoli a misure quali il divieto di utilizzare i telefonini nelle scuole e quello di accedere alle reti sociali per i ragazzi di meno di 16 anni.
Nel settembre scorso l'associazione senza scopo di lucro NextGen4Impact aveva consegnato al Consiglio federale una petizione con 60'000 firme in cui si chiedeva che le piattaforme di social media non fossero più accessibili ai bambini e agli adolescenti di età inferiore ai 16 anni.
I consiglieri federali Elisabeth Baume-Schneider, responsabile del Dipartimento federale dell'interno, e Albert Rösti, a capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e della comunicazione, hanno recentemente espresso comprensione per la richiesta di una maggiore tutela dei minori. Il governo sta lavorando sulla questione. Oltre al rapporto sul postulato intende tenere conto di tali richieste anche nella nuova legge sulle piattaforme di comunicazione e i motori di ricerca.



