Violenza contro le donne: una responsabilità collettiva, un impegno quotidiano

Donne del Centro
Il recente femminicidio avvenuto in Ticino ha profondamente colpito l'opinione pubblica.
Parlare di femminicidio significa riconoscere che, oltre all'omicidio, vi è una violenza maturata all'interno di una relazione di controllo, dominio o possesso nei confronti della donna. È un richiamo a non sottovalutare mai i segnali che possono precedere le forme più estreme di violenza.
La violenza contro le donne non è una realtà lontana né un problema privato. È un fenomeno che riguarda l'intera società e che richiede una risposta collettiva, fondata sulla prevenzione, sulla responsabilità e sulla cultura del rispetto.
I dati presentati dal Cantone relativi al 2024 confermano che la violenza domestica continua a rappresentare una realtà presente anche sul nostro territorio e che non possiamo permetterci di abbassare la guardia.
Nel 2024 in Ticino sono state registrate 600 infrazioni nell'ambito della violenza domestica. Oltre la metà dei reati (52,3%) riguarda violenze tra coniugi o partner, mentre il 22,9% interessa ex partner: un dato che conferma come la violenza si consumi prevalentemente all'interno delle relazioni affettive.
Nello stesso anno la Polizia cantonale è intervenuta 982 volte per situazioni di disagio familiare, disponendo 60 allontanamenti coattivi e registrando 142 allontanamenti volontari dell'autore della violenza. Il Servizio per l'aiuto alle vittime ha seguito 660 persone, quasi la metà per casi di violenza domestica, e il 79% delle persone assistite erano donne.
Le due Case protette del Cantone hanno accolto 48 donne e 52 bambini, offrendo loro protezione e sostegno nei momenti di maggiore vulnerabilità.
Anche a livello svizzero il fenomeno continua a destare forte preoccupazione. Nel 2024 sono stati registrati oltre 21'000 reati di violenza domestica e circa il 70% delle vittime sono donne. Nello stesso anno, 26 persone hanno perso la vita a causa della violenza domestica, a dimostrazione di come situazioni di violenza protratte nel tempo possano sfociare nelle conseguenze più tragiche.
Dietro questi numeri non ci sono semplicemente statistiche, ma persone, famiglie e bambini che vivono nella paura, nell'isolamento e nella sofferenza. Per questo è fondamentale continuare a investire nella prevenzione, nella protezione delle vittime e nel rafforzamento della rete di sostegno presente sul territorio.
La violenza contro le donne non si manifesta soltanto nelle sue forme più estreme. Può iniziare con il controllo, le umiliazioni, gli insulti, le minacce, la violenza psicologica ed economica o altri comportamenti che limitano progressivamente la libertà e l'autonomia della persona. Riconoscere questi segnali significa poter intervenire prima che la situazione degeneri.
Anche il linguaggio riveste un ruolo importante. Le parole non sono mai neutrali: possono favorire una cultura del rispetto oppure alimentare stereotipi, discriminazioni e atteggiamenti che finiscono per normalizzare la violenza. Promuovere una comunicazione rispettosa significa contribuire concretamente alla prevenzione.
Negli ultimi anni il Cantone ha progressivamente rafforzato la rete di prevenzione e di presa a carico, coinvolgendo istituzioni, scuole, servizi specializzati e forze dell'ordine. È un percorso che va sostenuto e consolidato, perché il contrasto alla violenza richiede un impegno continuo e condiviso.
Come Donne del Centro riteniamo che il rispetto della dignità di ogni persona, l'educazione alla parità e la promozione di una cultura del rispetto siano strumenti indispensabili per prevenire ogni forma di violenza.
Il nostro impegno vuole essere concreto: sostenere la sensibilizzazione, valorizzare il lavoro delle istituzioni e delle associazioni che ogni giorno accompagnano le vittime, promuovere l'educazione delle nuove generazioni al rispetto reciproco e incoraggiare chi vive situazioni di abuso a chiedere aiuto senza paura.
La violenza contro le donne non può essere considerata una questione che riguarda soltanto le vittime o le istituzioni. È una responsabilità collettiva che coinvolge tutta la società. Solo attraverso la prevenzione, l'educazione, la responsabilità e la solidarietà possiamo costruire una comunità nella quale ogni donna possa vivere libera dalla paura e pienamente riconosciuta nella propria dignità, libertà e autonomia.
Violenza contro le donne: una responsabilità collettiva, un impegno
quotidiano
Il recente femminicidio avvenuto in Ticino ha profondamente colpito l'opinione pubblica.
Parlare di femminicidio significa riconoscere che, oltre all'omicidio, vi è una violenza maturata all'interno di una relazione di controllo, dominio o possesso nei confronti della donna. È un richiamo a non sottovalutare mai i segnali che possono precedere le forme più estreme di violenza.
La violenza contro le donne non è una realtà lontana né un problema privato. È un fenomeno che riguarda l'intera società e che richiede una risposta collettiva, fondata sulla prevenzione, sulla responsabilità e sulla cultura del rispetto.
I dati presentati dal Cantone relativi al 2024 confermano che la violenza domestica continua a rappresentare una realtà presente anche sul nostro territorio e che non possiamo permetterci di abbassare la guardia.
Nel 2024 in Ticino sono state registrate 600 infrazioni nell'ambito della violenza domestica. Oltre la metà dei reati (52,3%) riguarda violenze tra coniugi o partner, mentre il 22,9% interessa ex partner: un dato che conferma come la violenza si consumi prevalentemente all'interno delle relazioni affettive.
Nello stesso anno la Polizia cantonale è intervenuta 982 volte per situazioni di disagio familiare, disponendo 60 allontanamenti coattivi e registrando 142 allontanamenti volontari dell'autore della violenza. Il Servizio per l'aiuto alle vittime ha seguito 660 persone, quasi la metà per casi di violenza domestica, e il 79% delle persone assistite erano donne.
Le due Case protette del Cantone hanno accolto 48 donne e 52 bambini, offrendo loro protezione e sostegno nei momenti di maggiore vulnerabilità.
Anche a livello svizzero il fenomeno continua a destare forte preoccupazione. Nel 2024 sono stati registrati oltre 21'000 reati di violenza domestica e circa il 70% delle vittime sono donne. Nello stesso anno, 26 persone hanno perso la vita a causa della violenza domestica, a dimostrazione di come situazioni di violenza protratte nel tempo possano sfociare nelle conseguenze più tragiche.
Dietro questi numeri non ci sono semplicemente statistiche, ma persone, famiglie e bambini che vivono nella paura, nell'isolamento e nella sofferenza. Per questo è fondamentale continuare a investire nella prevenzione, nella protezione delle vittime e nel rafforzamento della rete di sostegno presente sul territorio.
La violenza contro le donne non si manifesta soltanto nelle sue forme più estreme. Può iniziare con il controllo, le umiliazioni, gli insulti, le minacce, la violenza psicologica ed economica o altri comportamenti che limitano progressivamente la libertà e l'autonomia della persona. Riconoscere questi segnali significa poter intervenire prima che la situazione degeneri.
Anche il linguaggio riveste un ruolo importante. Le parole non sono mai neutrali: possono favorire una cultura del rispetto oppure alimentare stereotipi, discriminazioni e atteggiamenti che finiscono per normalizzare la violenza. Promuovere una comunicazione rispettosa significa contribuire concretamente alla prevenzione.
Negli ultimi anni il Cantone ha progressivamente rafforzato la rete di prevenzione e di presa a carico, coinvolgendo istituzioni, scuole, servizi specializzati e forze dell'ordine. È un percorso che va sostenuto e consolidato, perché il contrasto alla violenza richiede un impegno continuo e condiviso.
Come Donne del Centro riteniamo che il rispetto della dignità di ogni persona, l'educazione alla parità e la promozione di una cultura del rispetto siano strumenti indispensabili per prevenire ogni forma di violenza.
Il nostro impegno vuole essere concreto: sostenere la sensibilizzazione, valorizzare il lavoro delle istituzioni e delle associazioni che ogni giorno accompagnano le vittime, promuovere l'educazione delle nuove generazioni al rispetto reciproco e incoraggiare chi vive situazioni di abuso a chiedere aiuto senza paura.
La violenza contro le donne non può essere considerata una questione che riguarda soltanto le vittime o le istituzioni. È una responsabilità collettiva che coinvolge tutta la società. Solo attraverso la prevenzione, l'educazione, la responsabilità e la solidarietà possiamo costruire una comunità nella quale ogni donna possa vivere libera dalla paura e pienamente riconosciuta nella propria dignità, libertà e autonomia.
Donne del Centro



