Caos a Bologna, 60 agenti feriti e accuse pesantissime: «Si cercava il morto»

I sindacati di polizia alzano la voce dopo i disordini e la Premier Meloni chiede «verità» sulla vicenda del marocchino morto in un fermo di polizia, ma condanna chi ha alimentato le tensioni successive.
I sindacati di polizia alzano la voce dopo i disordini e la Premier Meloni chiede «verità» sulla vicenda del marocchino morto in un fermo di polizia, ma condanna chi ha alimentato le tensioni successive.
BOLOGNA - «Quanto accaduto ieri a Bologna è stato un disastro annunciato, una città devastata, circa 60 feriti tra le forze dell'ordine e una vera e propria guerriglia urbana organizzata che ha superato ogni limite, mentre sembrava quasi si cercasse deliberatamente lo scontro e un morto tra le file della Polizia». Lo denuncia il sindacato Fsp della Polizia di Stato all'indomani degli scontri in centro a Bologna.
Anche il Sindacato autonomo polizia (Sap) parla di «oltre 50 feriti» tra le forze dell'ordine, puntando il dito sul sindaco Matteo Lepore ad «assumere la piena responsabilità». «Cinquantasei», riferisce il sindacato Coisp, i poliziotti rimasti feriti.
«Dinanzi alla perdita di una vita, soprattutto durante un intervento delle forze dell'ordine - spiega Fsp - ci si trova davanti una tragedia che merita rispetto, rigore, verità e giustizia. In uno stato democratico la verità si accerta nelle aule di giustizia, non nei tribunali dei social o nel tribunale della piazza. Fin quando le attività di indagine non faranno chiarezza sull'accaduto il rispetto deve valere per tutte le parti in causa: in primis per chi ha perso la vita e per i suoi familiari affranti dal dolore ma deve valere anche per quei poliziotti che, mentre svolgevano il proprio dovere, si sono ritrovati al centro di un dramma che li accompagnerà probabilmente per tutta la vita».
Fsp si scaglia anche contro gli «esponenti istituzionali di primo piano» che hanno «invitato a manifestare in piazza nell'immediatezza dei fatti per chiedere verità e giustizia, quasi a voler sottintendere dubbi sulla trasparenza e imparzialità delle indagini». «Convocare la piazza senza la consapevolezza di poterla gestire in modo equilibrato è da irresponsabili», dichiara il segretario generale del Sap, Stefano Paoloni.
«Il bilancio dei disordini di ieri sera - rimarca Domenico Pianese, segretario generale del Coisp - è un bollettino di guerra». Gli agenti sono stati «colpiti da enormi pietre, bottiglie di vetro e bombe carta lanciate dai violenti gruppi di antagonisti e anarchici».
La Questura di Bologna ha inseguito confermato le stime, annunciando che tra gli operatori delle forze dell'ordine sono risultati feriti in 64, con prognosi dai 3 ai 35 giorni. Risultano danneggiati sei mezzi della Polizia di Stato. Gli ulteriori danni sono stati realizzati nelle vie centrali della città, adiacenti a Piazza Maggiore dove è partita la manifestazione.
Il post di Giorgia Meloni
«Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile» ed è «doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore. La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno. Ma nulla può giustificare la violenza contro le Forze dell'Ordine». Lo afferma sui social la premier italiana Giorgia Meloni, commentando gli episodi di violenza a Bologna nel corso della manifestazione per la morte di un uomo durante un intervento di polizia.
«Chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza, mettendo a rischio anche l'incolumità di cittadini del tutto estranei ai disordini, non cercava la verità: cercava lo scontro», ha proseguito Meloni.
«Alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero Corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità. Trasformare migliaia di donne e uomini in divisa in un bersaglio significa colpire chi ogni giorno serve l'Italia con professionalità, sacrificio e coraggio», ha aggiunto.








