300mila morti per annegamento ogni anno

Oltre il 90% dei decessi per annegamento, ricorda l'Oms, avviene in fiumi, laghi, pozzi, contenitori domestici per l'acqua e piscine nei paesi a basso e medio reddito
GINEVRA - Nel mondo, l’annegamento provoca oltre 300 mila morti ogni anno, circa 30 ogni ora. Quasi un quarto delle vittime sono bambini sotto i cinque anni.
A livello globale, è tra le dieci principali cause di morte per i bambini tra i 5 e i 14 anni. Il rischio è in aumento a causa dei cambiamenti climatici, secondo i dati diffusi oggi dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione degli annegamenti, proclamata dall’Onu per il 25 luglio.
Oltre il 90% dei decessi per annegamento, ricorda l’Oms, avviene in fiumi, laghi, pozzi, contenitori domestici per l’acqua e piscine nei Paesi a basso e medio reddito. I più colpiti sono bambini e adolescenti che vivono nelle aree rurali.
Tra i principali fattori di rischio ci sono i cambiamenti climatici. L’annegamento è responsabile del 75% dei decessi legati a inondazioni e tempeste, eventi sempre più frequenti a seguito di intense ondate di calore. «Alcuni studi inoltre - spiega l’Oms - evidenziano una forte correlazione tra ondate di calore e annegamenti: nel Regno Unito, ad esempio, una ricerca ha rilevato che i decessi per annegamento aumentano del 7,2% per ogni grado in più. Il rischio è quasi cinque volte superiore nei giorni in cui la temperatura supera i 25°C rispetto a quando scende sotto i 10°C».
In occasione della giornata, l’Oms ha presentato anche Protect, un pacchetto di sette indicazioni tecniche che vanno dall’avviamento all’acquaticità fin dalla prima infanzia alla messa in sicurezza delle infrastrutture.
L’obiettivo dichiarato dall’Onu con l’istituzione della giornata è ridurre gli annegamenti del 35% entro il 2035. «Colmare questo divario - sottolinea l’Oms - dipende dal contributo di ciascuno di noi».




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