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Ristorni, il Ticino sospende i versamenti alla Lombardia

Al centro della disputa la nuova tassa sulla salute. Il Consiglio di Stato blocca oltre 50 milioni di franchi, in attesa di chiarimenti politici e giuridici con l'Italia
Ristorni, il Ticino sospende i versamenti alla Lombardia
Repubblica e Cantone
Ristorni, il Ticino sospende i versamenti alla Lombardia
Al centro della disputa la nuova tassa sulla salute. Il Consiglio di Stato blocca oltre 50 milioni di franchi, in attesa di chiarimenti politici e giuridici con l'Italia

BELLINZONA - Il Consiglio di Stato ticinese ha deciso di sospendere cautelativamente il versamento dei ristorni previsti per l’anno in corso verso la Lombardia, pari al 46% dell’ammontare complessivo.

Tassa sulla salute italiana: «Lesiva degli accordi»
L'annuncio arriva dal presidente del Governo Claudio Zali durante la conferenza stampa. Si tratta di una risposta alla cosiddetta tassa sulla salute che la Lombardia vuole applicare ai vecchi frontalieri. Secondo l’esecutivo, la decisione sarebbe «lesiva dell’accordo internazionale». Per questo motivo il Cantone ritiene «giustificato e adeguato trattenere cautelativamente i ristorni destinati alla Lombardia della seconda parte dell’anno, riservandosi di sbloccare gradualmente quanto trattenuto in assenza della messa in vigore».

Oltre 50 milioni di franchi
I ristorni sospesi ammontano a oltre 50 milioni di franchi e riguardano esclusivamente la Lombardia. «L’importo equivale ai sei mesi finali dell’anno», ha precisato il consigliere di Stato Christian Vitta, sottolineando che per il Piemonte non è prevista alcuna sospensione. Il collega di Governo Raffaele De Rosa ha inoltre riferito che il Consiglio di Stato ha sottoposto la questione al Consiglio federale, contestando la base legale introdotta dall’Italia. «Ci aspettiamo un’entrata in materia a tutela degli interessi della Svizzera e del nostro Cantone», ha affermato.

Oggi l'incontro fra keller-Sutter e Giorgetti
Il tema si inserisce in un contesto già teso. A fine gennaio, era stato Vitta a paventare la possibilità di versare meno di quanto dovuto all’Italia, in risposta all’introduzione, da parte della Lombardia, della discussa tassa sulla salute (per il momento ancora inapplicata).

Non solo, secondo una perizia commissionata dal Governo ticinese l’imposta è contraria agli accordi vigenti fra Italia e Svizzera. Dal canto suo, però, il Consiglio federale, in una risposta scritta a una domanda del consigliere nazionale Piero Marchesi (UDC), aveva sottolineato come una deduzione parziale dei pagamenti compensativi o qualsiasi altra misura unilaterale di simile natura (come il blocco dei ristorni) costituirebbe una violazione dell’Accordo sui frontalieri.

Nella giornata di oggi è previsto un incontro a Roma fra la consigliera federale Karin Keller-Sutter e il ministro dell’Economia e delle finanze italiano Giancarlo Giorgetti. Sul tavolo si discuteranno i prossimi passi «per superare le criticità emerse nel tempo».

Repubblica e Cantone TicinoConsiderato che la quota parte del Piemonte non viene toccata, che la trattenuta non ha effetti sui lavoratori, il versamento dei ristorni e la relativa sospensione cautelativa decisa figureranno quindi così

A stretto giro, il Consiglio di Stato ha inviato anche un comunicato stampa sulla questione

«L’unica Regione - si legge - ad avere manifestato la volontà di applicare tale provvedimento, addirittura con potenziale portata retroattiva dal 2024, con riferimento alla legge di bilancio, è la Lombardia».

Nel frattempo, la stessa Regione Lombardia ha comunicato al Cantone di aver chiesto al Ministero dell’Economia e delle Finanze di posticipare l’entrata in vigore della tassa al 2027 con effetto sulla trattenuta fiscale 2026, previa approvazione formale della Ragioneria generale dello Stato.

Il Consiglio di Stato ha ribadito soprattutto «i buoni rapporti e la proficua cooperazione che hanno da sempre contraddistinto i rapporti tra Ticino e Lombardia, sottolineando che un’eventuale riscossione dell’imposta – secondo quanto stabilito dalla perizia giuridica – è da considerarsi contraria all’Accordo e reputa pertanto imperativo che vengano dapprima intrapresi i passi necessari per chiarire la situazione».

Nel merito, il Consiglio di Stato si aspetta «il pieno sostegno da parte della Confederazione a tutela degli interessi della Svizzera e del Cantone Ticino, auspicando degli atti concreti finalmente volti alla ricerca di una soluzione politica in tempi ragionevolmente rapidi. Il Consiglio di Stato intende continuare il dialogo con la Confederazione e la controparte Italiana, in particolare con la Regione Lombardia, alla ricerca di una soluzione nell’interesse di tutti».

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