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SVIZZERA

1,5 milioni di franchi spariti, Uber vittima di un raffinato raggiro

Con corse fittizie e prenotazioni annullate, truffatori hanno sottratto in Svizzera un bel bottino.
1,5 milioni di franchi spariti, Uber vittima di un raffinato raggiro
Sebastian Gollnow/dpa
1,5 milioni di franchi spariti, Uber vittima di un raffinato raggiro
Con corse fittizie e prenotazioni annullate, truffatori hanno sottratto in Svizzera un bel bottino.

ZURIGO - Il servizio di trasporto Uber è stato vittima, in Svizzera, di una truffa da circa 1,5 milioni di franchi. I responsabili hanno sfruttato una vulnerabilità del sistema di prenotazione. Secondo la "Neue Zürcher Zeitung" (NZZ), le indagini conducono a presunti mandanti in Egitto.

La truffa si sarebbe svolta tra maggio e luglio 2021. I truffatori avrebbero generato corse mai avvenute, per poi annullarle e ottenere rimborsi. Questi rimborsi venivano quindi utilizzati per pagare altre corse fittizie, in un meccanismo che permetteva di ottenere continuamente nuovi pagamenti da Uber. Il denaro sarebbe infine stato trasferito all'estero attraverso conti bancari svizzeri.

Mandanti reclutati in Svizzera
Per gestire i trasferimenti, i mandanti avrebbero reclutato diverse persone in Svizzera. Tra queste, un uomo di 50 anni del Canton Zurigo. Un conoscente dall'Egitto lo avrebbe messo in contatto con un individuo che si sarebbe presentato come manager di Uber, promettendogli un affare redditizio. Poco dopo, circa 83'000 franchi sarebbero stati accreditati sul suo conto. Seguendo le istruzioni ricevute, avrebbe trasferito il denaro in Cina e a Hong Kong, oltre a effettuare prelievi in contanti consegnati a persone sconosciute. In seguito avrebbe coinvolto anche il conto della moglie e convinto una conoscente ad aprire un conto e a fondare una società.

Un altro uomo di Zurigo avrebbe trasferito, in meno di due mesi, quasi un milione di franchi verso una piattaforma di criptovalute. Per farlo, avrebbe persino fornito a un contatto egiziano l'accesso al proprio conto bancario, autorizzando le operazioni tramite codici SMS.

I principali autori non sono stati identificati
Secondo la NZZ, Uber ha scoperto la truffa nel luglio 2021 e ha sporto denuncia. L'azienda non ha commentato il caso specifico, ma ha dichiarato che un team di sicurezza globale monitora costantemente la piattaforma, individuando attività sospette e segnalando i casi di frode alle autorità competenti.

Diversi soggetti coinvolti in Svizzera sono stati nel frattempo condannati per riciclaggio di denaro. Il Ministero pubblico sostiene che avrebbero dovuto riconoscere l'origine potenzialmente illecita delle ingenti somme ricevute.

I presunti ideatori, invece, restano a piede libero. Secondo il Ministero pubblico di Zurigo, la loro identificazione è fallita anche a causa della scarsa collaborazione delle autorità egiziane. Il procedimento nei loro confronti è stato quindi sospeso, lasciando impuniti i principali responsabili.

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