Due elicotteri per l'incendio sulla Cima di Madone

La situazione è monitorata costantemente in attesa di possibili temporali che potrebbero aiutare le squadre impegnate sul campo
La situazione è monitorata costantemente in attesa di possibili temporali che potrebbero aiutare le squadre impegnate sul campo
GORDEVIO - Emergono nuovi dettagli sull'incendio boschivo scoppiato ieri sera, martedì 14 luglio, verso le 19.30 in zona Cima di Madone, sul versante rivolto verso Gordevio, a una quota di circa 2000 metri.
In una prima fase, durante la serata di ieri, si è proceduto a effettuare lanci mirati con l'obiettivo di contenere il focolaio e spegnere le fiamme in quota. «Gli elicotteri - spiegano i pompieri di Locarno - si sono approvvigionati d'acqua nella zona di Mergozzo e presso il laghetto dello Stallone a Cardada». Nel frattempo, è stata predisposta tutta la logistica e il materiale necessario per la ripresa delle operazioni questa mattina.
Dopo una notte di sorveglianza attiva, i lavori sono ripresi questa mattina qualche ora prima dell'alba. È stato subito impiegato un elicottero civile che, dopo un volo di ricognizione, ha trasportato in quota i militi e l'attrezzatura.
Alla testa del fuoco è stato allestito un dispositivo di spegnimento composto da tetraedri (serbatoi d'acqua elitrasportabili) e da un modulo ad alta pressione. Per tutta la mattinata sono proseguite le attività di ricerca dei focolai, spegnimento, raffreddamento, messa in sicurezza e bonifica del terreno. Le operazioni a terra sono state supportate da lanci mirati tramite elicottero.
Finora sono stati impiegati due elicotteri civili, una decina di militi (urbani e di montagna), in stretta collaborazione con due forestali e la Polizia Cantonale.
Nel pomeriggio i pompieri attendono un'evoluzione delle condizioni meteorologiche con possibili rovesci, a seguito dei quali si provvederà a una nuova valutazione della situazione.








