Esercizi pubblici a norma di legge, scatta il conto alla rovescia: 350 rischiano lo stop

Malgrado i ripetuti appelli di autorità e associazioni in categoria in molti non hanno ancora avviato la pratica di adeguamento alla LEAR. Il termine ultimo, lo ricordiamo, è il 31 luglio.
BELLINZONA - Sono ancora circa 350 gli esercizi pubblici e gli affittacamere ticinesi che non hanno avviato l’adeguamento delle autorizzazioni alla gerenza previsto dalla Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (LEAR). È quanto comunicano il Dipartimento del territorio e la Polizia cantonale, facendo il punto sullo stato delle procedure.
L'ultimo dato, reso noto dalle autorità in conferenza stampa a fine maggio, parlava di 743 esercizi ancora da regolarizzare.
In tantissimi hanno aspettato fino all'ultimo
Nonostante il periodo transitorio di tre anni concesso dalla normativa, la maggior parte degli esercenti ha atteso gli ultimi mesi utili per inoltrare la domanda, malgrado «i ripetuti richiami e le comunicazioni informative delle autorità». Oggi resta «un numero limitato di strutture» che non ha ancora adeguato l’autorizzazione o almeno avviato la procedura presso il Comune di riferimento.
L’elevata concentrazione di richieste giunte al Servizio autorizzazioni della Polizia cantonale, in particolare tra la fine di maggio e il mese di giugno, ha generato infatti «un importante sovraccarico di lavoro, con conseguente allungamento dei tempi di evasione delle pratiche». Il Servizio assicura tuttavia «che le domande vengono trattate nel più breve tempo possibile».
A fine mese chi non è in regola dovrà chiudere
Le autorità ricordano inoltre che, alla scadenza della proroga al 31 luglio concessa dal Consiglio di Stato con decreto esecutivo del 27 maggio 2026, «gli esercizi che non avranno adeguato l’autorizzazione o avviato la procedura prevista non potranno più proseguire l’attività».
In questo senso, il direttore del DT Claudio Zali era stato categorico: «il mondo della ristorazione è una realtà complessa, diversificata e importante per l'economia cantonale. La nostra intenzione è quella di andare in contro agli esercenti ma ribadiamo che non ci sarà un secondo decreto di deroga e il termine del 31 luglio resterà ultimo», aveva dichiarato in conferenza stampa proprio a fine maggio.
Parallelamente proseguono i controlli congiunti della Polizia cantonale e dell’esperto antincendio nominato dal Consiglio di Stato in seguito alla tragedia di Crans-Montana.
Le verifiche, mirate a garantire il rispetto delle prescrizioni di sicurezza nelle strutture ricettive e negli esercizi pubblici, hanno finora interessato circa la metà delle attività classificate come «sfavorevoli» dal profilo edilizio. Le ispezioni effettuate non hanno evidenziato situazioni tali da richiedere la chiusura immediata delle strutture controllate.



