Quarant'anni dopo Maradona, torna la madre di tutte le sfide

Dalla Mano de Dios alla guerra delle Falkland: Argentina e Inghilterra si ritrovano in semifinale per un'altra notte destinata a entrare nella storia.
ATLANTA - A quarant'anni esatti dalla Mano de Dios e dal Gol del Secolo, entrambi firmati dall'immenso Diego Armando Maradona, Argentina e Inghilterra tornano a sfidarsi sul palcoscenico più prestigioso. Allora era un quarto di finale, stavolta è una semifinale. Quella in programma questa sera ad Atlanta (calcio d'inizio alle 21.00) è l'ennesimo capitolo di una rivalità che va ben oltre il calcio.
Impossibile, infatti, non pensare alla lunga disputa per le isole Falkland - o Malvinas, secondo gli argentini - che nel 1982 sfociò in una guerra durata poco più di due mesi che lascia ferite ancora aperte da entrambe le parti.
Ma anche sul rettangolo verde quella tra Albiceleste e Tre Leoni è una delle sfide più iconiche della storia dei Mondiali. E c'è un dato sorprendente: il trionfo del 22 giugno 1986, firmato da Maradona, resta l'unica vittoria dell'Argentina contro l'Inghilterra nei tempi regolamentari in Coppa del Mondo. Il bilancio sorride infatti agli inglesi, con tre successi, un pareggio e una sola sconfitta.
Riavvolgendo il nastro della storia, il primo confronto mondiale risale al Cile 1962, quando l'Inghilterra si impose 3-1 grazie alle reti di Flowers, Charlton e Greaves. All'Argentina non bastò il gol nel finale di Sanfilippo. Quattro anni più tardi, al Mondiale casalingo, i Tre Leoni colpirono ancora: 1-0 a Wembley con la firma di Geoff Hurst. Un quarto di finale entrato nella leggenda soprattutto per l'espulsione del capitano argentino Antonio Rattín che, complice un'incomprensione linguistica con l'arbitro tedesco Rudolf Kreitlein, impiegò oltre dieci minuti per lasciare il terreno di gioco. In Argentina quella partita è ancora ricordata come "El robo del siglo", il "furto del secolo". Proprio da quell'episodio nacque l'esigenza di introdurre i cartellini gialli e rossi, destinati a rivoluzionare il calcio.
Vent'anni dopo arrivò la vendetta. A Città del Messico Maradona scrisse una delle pagine più iconiche della storia del calcio: prima la Mano de Dios, poi il Gol del Secolo, regalando all'Argentina un 2-1 entrato nella leggenda. Per il Pibe de Oro fu anche una rivincita simbolica, una vendetta dopo la guerra delle Falkland. Prima del match pronunciò un discorso che ancora oggi mette i brividi: «Hanno ucciso i nostri figli, i nostri amici, i nostri vicini: non possiamo perdere». E l'Argentina non perse. Anzi, diventò campione del mondo.
Il capitolo successivo si giocò agli ottavi di Francia 1998. A Saint-Étienne finì 2-2, ma ai rigori furono ancora gli argentini a esultare. Quella sfida è rimasta celebre soprattutto per l'ingenua espulsione di David Beckham, che reagì con un calcetto a Diego Simeone. Il giorno seguente il Daily Mirror fu spietato: "10 Heroic Lions. One Stupid Boy".
L'ultimo incrocio mondiale risale invece al 2002, in Giappone e Corea del Sud. Beckham si prese la sua rivincita trasformando il rigore che regalò all'Inghilterra l'1-0 nella fase a gironi.
La sfida di stasera cade, infine, in un anno speciale anche per i Tre Leoni: ricorrono infatti i sessant'anni dal loro primo e (finora) unico titolo mondiale. It's coming home? Oppure sarà ancora una volta l'Argentina a scrivere la storia?





