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La flat tax dei frontalieri entra nel Tuir. Stabile dal 2027

La flat tax dei frontalieri entra nel Tuir. Stabile dal 2027
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La flat tax dei frontalieri entra nel Tuir. Stabile dal 2027

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Ogni primavera, quando arriva il momento di compilare la dichiarazione dei redditi, negli studi dei commercialisti lungo tutta la fascia di confine si ripropone la stessa verifica: il regime che consente ai frontalieri di pagare in Italia un'imposta sostitutiva del 25% sul prelievo già subito in Svizzera è cambiato, oppure no? Dal 2024 la risposta era quasi sempre affermativa a metà: la misura c'era, funzionava, ma restava appesa a un decreto convertito in legge, in attesa di una sistemazione più solida.

Con il decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117 — pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 luglio e in vigore dal giorno successivo — quella sistemazione arriva. La flat tax dei frontalieri entra nel nuovo Testo unico delle imposte sui redditi e, dal periodo d'imposta 2027, smette di essere una norma in trasferta.

Una misura che diventa strutturale

L'intervento non crea nulla di nuovo. Riordina. La possibilità di optare per l'imposta sostitutiva era già stata introdotta dall'articolo 6 del decreto legge 113/2024 — il cosiddetto decreto Omnibus, poi convertito nella legge 143/2024 — per rimediare a una distorsione nata con l'entrata in vigore del nuovo Accordo tra Italia e Svizzera sui lavoratori frontalieri. Da allora la norma è rimasta lì: efficace, ma isolata in un provvedimento a sé stante.

Con l'inserimento nel Tuir cambia lo status, non il contenuto. La disciplina assume carattere permanente e trova posto nel testo che, per la prima volta da quarant'anni, sostituisce integralmente il vecchio D.P.R. 917/1986, riorganizzando l'intera materia in 377 articoli e nove allegati. La disposizione è già in vigore dal 4 luglio 2026, ma comincerà a produrre effetti concreti solo con il periodo d'imposta 2027: un anno di margine che serve soprattutto ai professionisti che assistono i frontalieri nella gestione degli adempimenti.

Come funziona l'imposta sostitutiva

Il meccanismo non cambia di una virgola rispetto a quanto già previsto dal 2024. Chi possiede i requisiti può sostituire Irpef e addizionali regionali e comunali con un'imposta pari al 25% di quanto già trattenuto in Svizzera sui redditi da lavoro dipendente: non un'aliquota aggiuntiva, ma un prelievo parametrato a ciò che è già stato versato oltre confine.

C'è però un costo da mettere in conto prima di esercitare l'opzione. Una volta scelta, le imposte pagate in Svizzera non sono più utilizzabili come credito d'imposta in Italia: vengono sostituite, appunto, dal nuovo regime agevolato.

Chi può scegliere il regime

La platea resta quella disegnata nel 2024, non si allarga. Possono optare per il regime i lavoratori dipendenti residenti nei Comuni individuati dagli allegati del Tuir che rientrano nella definizione di frontaliere fissata dall'Accordo tra Italia e Svizzera del 23 dicembre 2020. Non basta però risiedere nel posto giusto: bisogna aver già lavorato in Svizzera — nei Cantoni Grigioni, Ticino o Vallese, alle dipendenze di un datore di lavoro svizzero — tra il 31 dicembre 2018 e il 17 luglio 2023, e avere redditi tassati secondo i criteri dell'articolo 3 dell'Accordo, cioè con ritenuta alla fonte sull'80% della base imponibile.

È, in sostanza, la platea di chi con il vecchio accordo del 1974 sarebbe stato considerato frontaliere a tutti gli effetti, e che il nuovo perimetro dei 20 chilometri rischiava di penalizzare.

Resta il contributo al Servizio sanitario nazionale

Chi opta per la flat tax non si libera del contributo al Servizio sanitario nazionale introdotto dalla legge di Bilancio 2024. Continua a versarlo alla propria Regione di residenza, con un'unica agevolazione: il 20% di quanto pagato è detraibile dall'imposta sostitutiva dovuta. Anche su questo punto il decreto 117/2026 si limita a recepire e coordinare regole già esistenti, senza toccarne la sostanza.

Più certezza per lavoratori e consulenti

Il valore dell'operazione sta altrove, ed è soprattutto giuridico. Negli ultimi anni la fiscalità dei frontalieri ha attraversato una sequenza fitta di cambiamenti — il nuovo accordo del 2020, i decreti correttivi, le circolari di prassi — che ha reso complicato, anche per gli addetti ai lavori, ricostruire con certezza le regole applicabili in un dato momento.

Portare la flat tax dentro il Tuir significa sottrarla a quella provvisorietà. Non cambia il funzionamento del regime, cambia il suo status: da misura nata per decreto-legge diventa parte stabile del sistema fiscale italiano, con un riferimento normativo unico invece di una collezione di rimandi incrociati.

Che la flat tax sia ormai una regola fissa o restasse legata a un decreto, per chi vive di stipendio svizzero il problema pratico non cambia: il reddito arriva in franchi, la vita — mutui, bollette, spese quotidiane — resta in euro. Su quel passaggio, CambiaValute.ch continua a offrire condizioni pensate proprio per i frontalieri, comprese le promozioni attive: le trovi tutte sulla pagina promozioni di CambiaValute.ch.

Fonti consultate

    • Normattiva — Decreto Legislativo 19 giugno 2026, n. 117, testo integrale: normattiva.it
    • Il Sole 24 Ore — “Frontalieri svizzeri, come funziona la nuova flat tax al 25%”: ilsole24ore.com
    • Fiscomania — “Frontalieri Svizzera 2026: tassazione vecchi e nuovi, smart working”: fiscomania.com
    • MySolution — “Nuovo TUIR 2026: riordino imposte su redditi e novità fiscali”: mysolution.it
    • Ipsoa — “Testo Unico imposte sui redditi approda in G.U.”: ipsoa.it
    • Finanza & Fisco — “Pubblicato in Gazzetta il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi: applicazione dal 1° gennaio 2027”: finanzaefisco.com

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