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«A Block with Mir» con Giacomo Zucco, compagno di vita e Bitcoin

Nella più recente puntata del format, Mir Liponi e Giacomo Zucco si raccontano, tra i momenti che hanno segnato il loro percorso - anche personale - nell’ecosistema Bitcoin, Cypher Tank e il futuro di Lugano.
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Nella più recente puntata del format, Mir Liponi e Giacomo Zucco si raccontano, tra i momenti che hanno segnato il loro percorso - anche personale - nell’ecosistema Bitcoin, Cypher Tank e il futuro di Lugano.

Divulgatore, figura di riferimento dell’ecosistema Plan ₿ nonché marito di Mir Liponi, con cui condivide la vita dal 2001 e, da molti anni, anche una parte importante del percorso nell’ecosistema Bitcoin. Giacomo Zucco è stato il protagonista di una puntata evidentemente speciale di "A Block with Mir", il podcast ideato e condotto proprio da Mir Liponi: bitcoiner della prima ora e Head of Cypher Tank per il Plan ₿ di Lugano, che, in un format ispirato alla durata di un “blocco” Bitcoin, intervista i protagonisti dell’ecosistema. «È molto strano parlare tra noi in inglese, visto che di solito lo facciamo in italiano», sorride lei in apertura, «ma vogliamo condividere qualcosa di quello che c'è tra noi». Ne nasce uno spaccato intimo e insolito, in cui la cronaca dell'ecosistema Bitcoin si intreccia con una storia personale lunga oltre vent'anni.

Da Milano a Lugano: i "blocchi" di una vita insieme

Alla domanda su quali siano stati i momenti - i "blocchi", appunto - più memorabili trascorsi insieme, Zucco sceglie di partire dalla storia di Bitcoin. E torna al 2016, quando lui e Mir organizzarono a Milano un incontro tra le prime startup che in quegli anni lavoravano sulla Lightning Network. «All'epoca la rete era già un'idea implementata, ma ogni azienda aveva la propria versione, senza una vera compatibilità tra loro», ricorda. Così, con l’aiuto di Elizabeth Stark e il coinvolgimento di realtà come Lightning Labs, Blockstream e altri team dell’epoca, «li abbiamo praticamente chiusi in una stanza, abbiamo portato loro delle pizze e, dopo due giorni, ne sono usciti con le specifiche BOLT - cioè le regole tecniche comuni che permettono alle diverse implementazioni di Lightning Network di “parlarsi tra loro”, ndr - poi ricordate anche come “Milan Protocol”». Un momento che i due hanno vissuto da spettatori privilegiati, separati da una vetrata dall'ufficio principale: «Ci siamo resi conto di avere una piccola parte in qualcosa che avrebbe potuto cambiare per sempre la storia di Bitcoin. Non perché siamo bravi, ma perché siamo stati tra i primi». Sul piano personale, invece, la scelta cade su un ricordo molto più recente: la fine dell'ultima Plan ₿ Week, «quando io, Mir e i nostri collaboratori siamo letteralmente crollati a terra dopo tutto lo sforzo. In quel momento abbiamo capito, ancora una volta, di aver fatto qualcosa di incredibile per Bitcoin».

Il Cypher Tank e i «quattro anni» di Lugano

Una bella fetta della conversazione è stata dedicata al Cypher Tank, il format-competizione per startup Bitcoin in cui Mir è in “cabina di regia”. Zucco ne ha ripercorso la genesi, quasi casuale: l'esigenza, cioè, di riempire di contenuti gli spazi del PoW.Space, l'hub Bitcoin di Lugano nato nell’alveo del progetto Plan ₿.

«L'idea iniziale era semplicemente attirare persone in quel luogo. Poi ci siamo resi conto concretamente che dietro c’era un'intera infrastruttura - il fondo VC e la Fondazione Plan ₿, dedicata alle attività non profit - e che potevamo davvero mettere a disposizione delle risorse». Il risultato? Ha superato le aspettative: nonostante una finestra di candidatura molto breve, ha raccontato Zucco, sono arrivate circa 150 application, un segnale che ha spinto il team a rendersi davvero conto di avere tra le mani qualcosa di più di un semplice evento collaterale.

Guardando al futuro, Zucco - pur ricordando, con una battuta rivolta alla moglie, che la direzione futura spetta esclusivamente alla “Head of Cypher Tank” - auspica un processo di selezione più aperto al pubblico e dunque un bacino di candidature ancora più ampio. Infine, spazio a una riflessione sul rinnovato impegno della città per il progetto Plan ₿, destinato a proseguire per altri quattro anni. «Ci troviamo in un posto “surreale”, dove il Municipio crede in Bitcoin», ha osservato l’ospite. «Siamo passati da cinque persone che si incontravano a Lugano due anni fa al più grande Satoshi Spritz di sempre, con 400 partecipanti. Tutto questo è incredibile».

Con una chiusura che, per una volta, scivola dal professionale al personale: «Grazie di essere stato con me in questo blocco. E per esserti aperto un po', cosa di cui vado davvero fiera», ha concluso la conduttrice.

Non vuoi perderti nessuna puntata di "A Block with Mir"?

Tutti gli episodi del podcast sono disponibili sul canale Rumble di Plan ₿.


Questo articolo è stato realizzato da Lugano's Plan ₿, non fa parte del contenuto redazionale.

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